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Agire fin da ora per contrastare l'Alzheimer, ecco cosa si può fare

Agire fin da ora per contrastare l'Alzheimer, ecco cosa si può fare

Per proteggere il nostro cervello e contrastare l'Alzheimer è importante agire fin da ora, cercando di ridurre il carico glicemico di quello che mangiamo. Quindi, meno carboidrati raffinati, zuccheri e dolci. Questo emerge da una recentissima ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Nutrients grazie al lavoro di un team francese delle Università di Montpellier e Bordeaux (Gentreau et al, Nutrients, 2022).

Alzheimer, cos'è e cause scatenanti

L'Alzheimer è una malattia degenerativa caratterizzata dalla contemporanea presenza di neuroinfiammazione e accumuli di placche beta amiloidi. Allo stato attuale i trattamenti non portano alla guarigione, da qui quindi l'importanza di trovare strategie per prevenire o ritardare l'Alzheimer. Sempre più studi indicano che noi possiamo fare molto in questo senso. Infatti, la dieta risulta una valida e potente candidata per contribuire a contrastare questa malattia degenerativa. Sembra che una dieta ad alto contenuto di carboidrati raffinati e grassi saturi possa giocare un ruolo nell'aumentare l'accumulo di placche beta amiloidi e accendere l'infiammazione. Tuttavia, ad oggi, non esisteva un vero studio condotto su un ampio campione di persone per valutare l'effetto di una dieta troppo ricca di carboidrati raffinati, e quindi pane, pasta e riso raffinati, ma anche dolci e zucchero bianco.

I danni di una dieta ad alto carico glicemico

Pertanto, per cercare di capire il ruolo della dieta nell'insorgenza o nel peggioramento dell'Alzheimer, i ricercatori hanno elaborato lo studio di cui parliamo oggi. Gli scienziati si sono basati sui dati raccolti da un grande studio, iniziato nel 1999 nelle città di Bordeaux, Dijon e Montpellier su cittadini con più di 65 anni di età. Tra tutti i volontari, sono stati selezionati 377 adulti di cui erano disponibili informazioni sulla dieta e il dosaggio delle proteine beta amiloidi nel sangue. Confrontando questi dati, quello che è emerso è che una dieta con un alto carico glicemico, e cioè particolarmente ricca di carboidrati raffinati, è associata a un peggioramento degli indicatori dell'Alzheimer. In particolare, in chi seguiva una dieta ad alto carico glicemico risultavano diminuiti, nel sangue, i valori della proteina beta amiloide 42 e del rapporto tra le proteine beta amiloidi 42 e 40. Le proteine beta amiloidi, infatti, sono, in realtà, di due tipi, la proteina beta amiloide 42 e la beta amiloide 40, in base al numero di amminoacidi di cui sono composte, 42 o 40 appunto, e al livello di tossicità, con il tipo 42 considerato il più tossico. Pertanto, osservare una riduzione dei valori di proteine beta amiloidi 42 circolanti significa riscontrare una quantità maggiore di queste proteine accumulata a livello del cervello, con un rischio più elevato di sviluppare Alzheimer.

Conclusioni

Lo studio dimostra che la dieta può modulare i marcatori dell'Alzheimer, aumentandoli quando è sbilanciata e troppo ricca di carboidrati raffinati. Dal momento che eventuali variazioni negli indicatori dell'Alzheimer si possono osservare anni prima dell'apparizione dei sintomi, i risultati della ricerca suggeriscono che iniziare fin da ora a seguire una dieta varia e sana, che includa frutta, verdura, legumi e carboidrati integrali, possa essere una valida alleata nella lotta all'Alzheimer. Molto lavoro rimane ancora da fare, infatti le misurazioni delle proteine beta amiloidi sono state eseguite all'inizio del 2000, ora la strumentazione è sicuramente più efficiente. In più, non sono stati valutati altri fattori come colesterolo e infiammazione sistemica che potrebbero influenzare sia i valori di proteine beta amiloidi circolanti che l'effettivo rischio di sviluppare Alzheimer. Infatti, ora possiamo contare su recenti scoperte che hanno osservato che, perché si sviluppi l'Alzheimer, non bastano accumuli di proteine beta amiloidi, ma anche una neuroinfiammazione. In ogni caso, in attesa che la scienza faccia chiarezza, una buona scelta sarebbe sicuramente quella di limitare il più possibile i carboidrati raffinati, che in più sono anche pro infiammatori, e preferire prodotti integrali e tanta verdura, semi e frutta, anche a guscio, ricchi di fibre, che aiuta a ridurre l'assorbimento degli zuccheri.
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