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Arterie più pulite e meno rischio di infarto se ti prendi cura del tuo microbiota

luglio 27, 2023
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Arterie più pulite e meno rischio di infarto se ti prendi cura del tuo microbiota

Per un cuore in salute prenditi cura… del tuo intestino! Anche se può sembrare una strana associazione, in realtà la salute del cuore dipende strettamente dalla salute dell'intestino e dei batteri che lo popolano, che arrivano a influenzare il deposito di placche aterosclerotiche. Questo emerge da una recentissima ricerca scientifica apparsa sulla rivista Circulation e pubblicata da un team svedese (Sayols Baixeras et al, Circulation, Jul 2023).

Microbiota in salute, benefici anche per organi lontani

Il microbiota intestinale è uno degli argomenti maggiormente studiati dalla scienza negli ultimi anni. Questo perché appare sempre più chiaro agli scienziati che quello che accade nel nostro intestino non si ferma qui ma va a influenzare la salute e il funzionamento di altri organi, anche molto lontani. Per esempio, esistono evidenze scientifiche di un collegamento tra intestino e polmoni, ma anche tra intestino e fegato e tra intestino e cervello. Questo perché il nostro intestino è popolato da batteri, che prendono il nome di microbiota intestinale. Quando il microbiota è in salute prevalgono i cosiddetti batteri buoni, che producono sostanze antinfiammatorie, che a loro volta, entrando nel circolo sanguigno, vanno a portare beneficio agli altri organi, contrastando, per esempio, condizioni come il fegato grasso o la neuroinfiammazione. Per contro, però, quando il microbiota è sbilanciato e prevalgono i batteri cattivi e pro infiammatori, questi possono fare breccia nelle pareti intestinali, indebolite dalle infiammazioni, entrare nel sangue e portare infiammazioni ai diversi organi, aumentando così il rischio, sul lungo periodo, di malattie del fegato, ma anche polmoniti e neurodegenerazioni.

Non solo, da oggi sappiamo che il microbiota influenza anche la salute del cuore, ma vediamo di capire meglio.

Come il microbiota può aiutare a tenere pulite le arterie, lo studio

Gli scienziati hanno reclutato 8973 volontari, tutti adulti tra i 50 e 65 anni senza malattie cardiache pregresse. Quest'ultima informazione era importante in modo da escludere, nella lettura dei risultati, eventuali interazioni di farmaci e modifiche dello stile di vita. I volontari sono stati sottoposti a visite mediche ed esami di laboratorio per valutare lo stato di salute del microbiota intestinale, del cuore e dei vasi sanguigni che irrorano il cuore.

Ebbene, quello che è emerso è che una presenza maggiore nel microbiota intestinale di alcuni tipi di batteri pro infiammatori del tipo Streptococcus è connessa ad un aumento di placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie, con un conseguente aumento del rischio di infarto e ictus. Degno di nota il fatto che proprio questi stessi batteri dannosi per il cuore sono stati osservati anche nella bocca come causa di malattie dei denti. Questa associazione non è ancora stata compresa del tutto e sarà oggetto di studi successivi condotti dallo stesso gruppo di ricerca. La spiegazione di quanto osservato è che i batteri del tipo Streptococcus sono in grado di superare la barriera intestinale e raggiungere le coronarie, dove infiammano le pareti dei vasi sanguigni, che perdono di elasticità. Da qui l'accumulo di placche che a loro volta aumentano l'infiammazione, viene danneggiato l'endotelio, che è il rivestimento interno dei vasi sanguigni, e aumenta il rischio di occlusione delle coronarie e di infarto.

Conclusioni

Da oggi abbiamo un motivo in più per prenderci cura del nostro microbiota intestinale. Infatti, i batteri del nostro intestino, se sbilanciati, possono influenzare negativamente anche la salute del cuore e delle coronarie. Da qui l'importanza di assumere probiotici, sotto forma di integratori o bevande specifiche, e prebiotici, che sono il nutrimento dei batteri buoni, come porri, asparagi, cicoria, topinambur, cipolla, aglio, avena, banane e soia.

Non solo, sono utili anche bevande antinfiammatorie e di aiuto a promuovere la crescita dei batteri buoni, come il tè nero, il tè oolong e il tè verde.

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