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Come l'esercizio fisico può contrastare i danni sui vasi sanguigni causati dal diabete

Come l'esercizio fisico può contrastare i danni sui vasi sanguigni causati dal diabete

Il diabete può provocare danni ai vasi sanguigni, impedendo anche che il corpo possa produrne di nuovi per prendere il posto di quelli danneggiati. Quale strumento abbiamo dalla nostra parte per contrastare questo effetto? L'esercizio fisico… come emerge da una recentissima ricerca scientifica pubblicità sulla rivista FASEB Journal grazie al lavoro di un team americano del Medical College of Georgia at Augusta University (Abdelsaid et al, FASEB Journal, 2022).

Diabete tipo 2 e danni al sistema cardiovascolare

Il diabete tipo 2 è una condizione che interessa generalmente la popolazione adulta ed è caratterizzato da un aumento nei livelli di glucosio nel sangue. Quanto osservato è dovuto ad una diminuzione nella produzione di insulina e/o al fatto che l'insulina prodotta non è efficace a indurre l'ingresso del glucosio nelle cellule come fonte energetica. Il glucosio rimane così in circolo e questo determina un aumento dei valori della glicemia. Il diabete tipo 2 può provocare, sul lungo periodo, diversi danni a carico di occhi, reni, sistema nervoso, cuore e vasi sanguigni, In particolare, proprio per quanto riguarda i vasi sanguigni, è stato osservato che il diabete tipo 2 può danneggiarli. Non solo, il diabete tipo 2 blocca anche i normali processi fisiologici con cui il nostro corpo crea nuovi vasi sanguigni in caso di danni a questi condotti del sistema circolatorio. La ricerca di cui parliamo oggi si è proprio focalizzata sugli effetti benefici dell'esercizio fisico per quanto riguarda la salute dei vasi sanguigni in caso di aumento di glicemia. Ma vediamo di capire meglio.

Come l'esercizio fisico contrasta i danni del diabete tipo 2, lo studio

Gli esosomi sono complessi di molecole, a forma di sacca, che trasportano informazioni alle cellule, come vere e proprie bottiglie contenenti un messaggio. Tra le diverse informazioni che possono trasportare, gli esosomi si fanno carico anche di recapitare una particolare proteina, chiamata ATP7A, che ha la funzione di mettere in moto il processo dell'angiogenesi, che è la formazione di nuovi vasi sanguigni. Ebbene, gli scienziati americani hanno osservato che questa proteina, ATP7A, si riduce in caso di diabete tipo 2, e questo spiega come mai in caso di questa malattia i vasi sanguigni vengano danneggiati e non vengano sostituiti. Ma gli scienziati americani hanno osservato anche altro. In particolare, è emerso che l'esercizio fisico aumenta la quantità di questa proteina negli esosomi che si indirizzano alle cellule dell'endotelio, che è il rivestimento dei vasi sanguigni e che ricopre un ruolo essenziale per la formazione di nuovi vasi. In più, durante l'attività fisica, i muscoli funzionano come una pompa e immettono nel circolo maggiori quantità di esosomi. L'attività fisica risulta quindi davvero benefica e ringiovanente per i nostri vasi sanguigni. I benefici si sono osservati sia dopo due settimane di costante attività fisica, come una camminata a passo svelto o una corsa, che dopo una sola sessione di 45 minuti di esercizio fisico più intenso. Non solo, l'esercizio fisico ha saputo anche aumentare i livelli di SOD3, o superossido dismutasi extracellulare, dall'azione antiossidante contro i radicali liberi. SOD3 cala invece con l'età e con condizioni come il diabete tipo 2. In più, è stato osservato che SOD3 per essere attivato ha bisogno proprio della proteina ATP7A e che, durante l'esercizio fisico, questo antiossidante arriva in maggiori quantità alle cellule endoteliali, proteggendole dai danni che un eventuale aumento della glicemia può provocare.

Conclusioni

Oggi abbiamo visto un'ulteriore prova di come lo stile di vita possa influenzare la nostra salute. Una camminata a passo svelto, una nuotata, un giro in bicicletta o una seduta più intensa in palestra, sono tutte ottime idee per tenerci in forma, contrastare i chili di troppo, migliorare l'umore ma anche proteggere i nostri vasi sanguigni, anche se in presenza di diabete tipo 2.
AUTORE
Unisce la sua passione per uno stile di vita naturale e la sua formazione universitaria, è infatti laureata in fisica e ha il dottorato di ricerca in fisica, settore biofisica. Leggere articoli scientifici, documentarsi sulle ultime ricerche e testare nuovi metodi e ricette è quindi da sempre il suo lavoro, che, speriamo, di aver reso utile.
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