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Con le proteine vegetali salvi il cervello dal rischio di declino cognitivo

Con le proteine vegetali salvi il cervello dal rischio di declino cognitivo

Contro il declino cognitivo anche noi possiamo fare la nostra parte. Esistono infatti alcuni fattori modificabili, questo significa fattori su cui possiamo agire per ridurre il rischio di andare incontro a demenza. Uno di questi fattori è la dieta. Oltre a introdurre nella propria alimentazione cibi ricchi di sostanze antiossidanti e antnfiammatorie, come tè verde, avocado, pomodori, broccoli e yogurt con probiotici, giusto fare qualche esempio, anche le proteine, e in particolare le proteine vegetali, sembrano giocare un ruolo protettivo. Questo emerge da una recentissima ricerca scientifica pubblicata sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition da parte di un team della Harvard T. H. Chan School of Public Health di Boston (Yeh et al, AJCN, July 2021).

Stile di vita e rischio di declino cognitivo

Molte ricerche negli ultimi anni sono state dedicate per cercare di capire come contrastare, prevenire o almeno rallentare il declino cognitivo. Una vita attiva che tenga impegnato il cervello, anche con giochi, rompicapi, scrittura e lettura, ha certamente un ruolo benefico sulla salute cerebrale. Non solo, la dieta volta a contrastare i danni dei radicali liberi e le infiammazioni, grazie a cibi ricchi di licopene, come anguria e pomodori, ma anche di luteina, come broccoli, peperone e spinaci, e di flavonoidi, quali tè verde, frutti di bosco, agrumi e cioccolato, ma anche pesce grasso e olio evo, ha mostrato di contrastare l'insorgenza di declino cognitivo. Fino ad ora, tuttavia, non era completamente noto il ruolo giocato dalle proteine, animali e vegetali. Ecco perché i ricercatori della Harvard School of Publich Health hanno elaborato uno studio per fare chiarezza su questo aspetto.

Il ruolo delle proteine sulla salute del cervello, l'esperimento

Gli scienziati si sono basati sui dati di salute e dieta di 49493 donne, tutte partecipanti a un grande studio eseguito tra il 1984 e il 2006 chiamato Nurses' Health Study, e di 27842 uomini partecipanti ad un altro grande studio, Health Professionals Follow-up Study, in corso tra il 1986 e il 2002.

Proteine vegetali, le migliori per proteggere la funzionalità cognitiva

I ricercatori hanno estrapolato la quantità di proteine assunta con la dieta, differenziando tra proteine animali e vegetali. Poi, gli scienziati hanno confrontato la quantità di proteine ingerite e lo stato di salute mentale ed eventuali presenza di declino cognitivo. Quello che è emerso è che, in generale, un aumento del consumo di proteine rispetto ai carboidrati ha portato ad una riduzione del rischio di insorgenza di declino cognitivo. In particolare, i benefici sono stati osservati già sostituendo il 5% delle calorie assunte attraverso i carboidrati con proteine. Non solo, le proteine non sono tutte uguali. I ricercatori hanno osservato che assumere maggiori quantità di proteine vegetali, come fagioli e legumi, ma anche proteine da pesce e carni bianche come il pollo, ha portato ad una riduzione del rischio di demenza, rispetto invece all’assunzione di proteine di origine animale e soprattutto da carne rossa o lavorata. Per esempio, un aumento regolare del consumo di hotdogs ha portato ad un aumento del rischio di declino cognitivo.

Conclusioni

Quindi, una dieta sana ed equilibrata prevede anche fonti vegetali di proteine, come legumi e fagioli, e proteine da pesce e pollame, che aiutano a supportare la funzionalità cognitiva e diminuiscono il rischio di demenza.
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