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Contro l'Alzheimer non è mai troppo tardi per agire

Contro l'Alzheimer non è mai troppo tardi per agire

Sudoku, carte, libri, scrivere? Non è mai troppo tardi per iniziare una di queste attività! E i benefici per la salute del cervello sono tangibili. Infatti, mantenendo un cervello attivo, anche durante la vecchiaia, è possibile contrastare l'insorgenza della malattia di Alzheimer. Questo è quanto emerge da una recentissima ricerca scientifica pubblicata sulla prestigiosa rivista Neurology, la rivista ufficiale dell'American Academy of Neurology, da parte di un team della Rush University Medical Center di Chicago (Wilson et al, Neurology, 2021).

Alzheimer e cervello

Diversi studi scientifici si sono dedicati o sono attualmente in corso per capire come contrastare, prevenire o almeno ritardare la malattia neurodegenerativa di Alzheimer. La ricerca di cui parliamo oggi fornisce un nuovo interessantissimo pezzo del puzzle e permette di capire che, per fare del bene al nostro cervello, non è mai troppo tardi per iniziare a tenerlo in allenamento. Ma cerchiamo di capire meglio.

Cervello attivo e demenze, l'esperimento

Per comprendere il legame tra attività cerebrale, svolta attraverso giochi, come le carte, rompicapi, come il sudoku, ma anche lettura e scrittura, e salute del cervello, gli scienziati hanno reclutato quasi 2000 persone, con un'età media di 80 anni e tutte in salute al momento dell'inizio della ricerca. Ai partecipanti allo studio è stato chiesto di compilare un questionario allo scopo di valutare la loro attività cerebrale. In particolare, le persone dovevano indicare quanti libri avevano letto nell'ultimo periodo, se avevano l'abitudine di scrivere o di cimentarsi in piccoli rompicapo o nel gioco delle carte. Non solo, ai partecipanti allo studio è stato anche chiesto di indicare la loro attività cerebrale negli anni passati e il grado di istruzione. I volontari sono quindi stati seguiti per 7 anni, venendo sottoposti ogni anno a test per valutare la funzionalità cognitiva e l'eventuale insorgenza di demenza.

Non è mai troppo tardi

Quello che è emerso è che il grado di istruzione non ha nessun legame con l'età in cui può insorgere l'Alzheimer. Non solo, aver mantenuto la mente attiva solo da giovani ha mostrato di avere un impatto minore sull'insorgenza di demenza rispetto invece all'averla mantenuta attiva in tarda età. Anzi, i benefici maggiori si sono propri osservati in chi, anche a 80 anni e più, ha iniziato, o proseguito se lo stava già facendo, a impegnare il cervello in attività come giochi, rompicapi, lettura e scrittura. In questi casi è stato osservato che un'eventuale demenza veniva ritardata di ben 5 anni.

Conclusioni

Pertanto, mantenere il cervello attivo anche in tarda età è protettivo contro l'Alzheimer. Quindi ora non ci sono più scuse, è importante sempre e a tutte le età svolgere attività che possano impegnare il cervello. E, soprattutto, non è mai troppo tardi per farlo.
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