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Contro l'emicrania scendono in campo gli omega 3 del pesce

Contro l'emicrania scendono in campo gli omega 3 del pesce

Contro l'emicrania mangia pesce! Ecco il consiglio che emerge grazie ai risultati di una recentissima ricerca scientifica pubblicata pochi mesi fa sulla prestigiosa rivista The British Medical Journal da un team americano della University of North Carolina at Chapel Hill (Ramsden et al, BMJ, 2021).

Il problema dell'emicrania

L'emicrania è una delle condizioni invalidanti più diffuse al giorno d'oggi. Nonostante le medicine siano diventate sempre più efficaci, le conseguenze dell'emicrania continuano a condizionare la vita di chi ne soffre, con attacchi dolorosi, frequenti e di durata da poche ore fino anche a qualche giorno. Senza contare gli effetti collaterali delle medicine che comunemente si assumono contro l'emicrania, come l'azione sedativa ma anche la dipendenza. Proprio per questo i ricercatori americani si sono chiesti se la dieta possa in qualche modo contrastare questa condizione, riducendo il dolore e la frequenza degli attacchi di emicrania.

Gli omega 3 del pesce riducono l'emicrania, ecco l'esperimento

Sono state reclutate 182 persone con frequenti attacchi di emicrania, che potevano interessare da 5 a 20 giorni al mese. I partecipanti allo studio sono stati divisi in tre gruppi. Al primo gruppo è stato chiesto di seguire, per 4 mesi, una dieta ricca di acidi grassi omega 3 derivanti dal pesce, circa 1,5 grammi di omega 3 del tipo EPA e DHA al giorno. La quantità di acido linoleico, del tipo omega 6 e contenuto prevalentemente nel mais, girasole, cartamo e canapa, è stata mantenuta costante rispetto alla quantità assunta prima dell'esperimento. Il secondo gruppo ha seguito una dieta ricca di acidi grassi omega 3 derivanti dal pesce, circa 1,5 grammi al giorno, ma ha ridotto in modo significativo l'apporto di acido linoleico. Infine, il terzo gruppo ha mantenuto costante l'apporto di acido linoleico rispetto alla quantità assunta prima dell'esperimento e ha incluso nella dieta una quantità molto ridotta di omega 3 derivanti dal pesce, meno di 150 mg al giorno. Durante tutte la durata dell'esperimento, 4 mesi, i volontari dovevano tenere un diario in cui venivano riportati la durata e la frequenza degli attacchi e il grado di dolore. Infine, i volontari sono anche stati sottoposti ad analisi del sangue per valutare la presenza di sostanze rilasciate in seguito alla sensazione di dolore. Quello che è emerso è che i due gruppi che avevano incluso nella dieta una quantità maggiore di acidi grassi omega 3 hanno mostrato importanti miglioramenti per quanto riguarda gli attacchi di mal di testa. Infatti, è stata osservata una riduzione della durata del singolo attacco di emicrania tra il 30 e il 40%, ma anche una minor intensità del dolore e in generale meno giorni al mese interessati dall'emicrania. Non solo, anche i campioni di sangue dei volontari appartenenti a questi due gruppi presentavano una riduzione delle sostanze rilasciate in caso di dolore.

Conclusioni

Ecco quindi come piccole modifiche alla dieta, aumentando le fonti di acidi grassi omega 3 dall'azione antinfiammatoria, possono portare a miglioramenti significativi in caso di condizioni che potrebbero risultare invalidanti, come l'emicrania. E questo senza gli effetti collaterali dei farmaci. Ricordiamo che le principali fonti di omega 3 EPA e DHA sono, come accennato, i pesci, quali sardine, salmone, tonno, gamberi, sgombro e merluzzo.
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