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Contro obesità, diabete tipo 2 e sindrome metabolica rinforza il microbiota e riduci lo zucchero

Contro obesità, diabete tipo 2 e sindrome metabolica rinforza il microbiota e riduci lo zucchero

Obesità, sindrome metabolica e diabete tipo 2, quali sono le cause? Una recentissima ricerca scientifica mostra che, più che i grassi, è lo zucchero che distrugge il microbiota intestinale e ogni nostra protezione contro l'aumento di peso, di girovita e di glicemia. A volte, però, eliminare o ridurre lo zucchero non basta per vedere i benefici e contrastare obesità e diabete. Cosa fare in questi casi? La ricerca di cui parliamo oggi offre una risposta anche a questo interrogativo. Lo studio è stato pubblicato pochi giorni fa sulla rivista Cell da un team giapponese (Kawano et al, Cell, 2022).

Dieta, obesità e diabete

Una dieta di tipo occidentale, ricca di zuccheri, grassi e cibi lavorati apre la strada a obesità, sindrome metabolica e diabete. Tuttavia, ad oggi, non era ancora stato possibile capire i meccanismi innescati dalla dieta sbilanciata per arrivare a queste condizioni. La ricerca di cui parliamo oggi, invece, fa luce proprio su questo aspetto.

Il problema dello zucchero, lo studio

Gli scienziati hanno condotto uno studio in laboratorio su una popolazione di topi. I topi sono stati alimentati, per 4 settimane, con una dieta di tipo occidentale, quindi ricca di grassi e zuccheri. Al termine delle 4 settimane tutti i topi presentavano i sintomi della sindrome metabolica, come aumento di peso, resistenza all'insulina e intolleranza al glucosio. Non solo, il microbiota intestinale dei topi, che è l'insieme dei batteri che popolano l'intestino, presentava anche cambiamenti importanti. In particolare, gli scienziati hanno potuto notare una riduzione di quei batteri associati alla presenza di particolari cellule del sistema immunitario preposte a ridurre l'assorbimento dei lipidi a livello intestinale e l'infiammazione. Detto in altre parole, queste cellule hanno il compito di mantenere l'intestino in salute e proteggere il corpo dall'assorbimento di lipidi potenzialmente dannosi. Ebbene, la causa di queste modifiche è risultata lo zucchero, che ha eliminato i batteri benefici. Degno di nota il fatto che, eliminando lo zucchero ma somministrando ai topi una dieta ricca di grassi, la maggior parte ha mantenuto nell'intestino i batteri benefici e le cellule del sistema immunitario capaci di contrastare obesità e diabete. E in effetti, questi topi non hanno sviluppato diabete e obesità, nonostante abbiano ingerito le stesse calorie dei topi che avevano seguito una dieta ricca di grassi e zuccheri e che erano aumentati di peso e avevano sviluppato resistenza all'insulina.

A volte togliere lo zucchero non basta

Quindi, sicuramente un primo passo per guadagnarci in salute è ridurre lo zucchero. In questo modo possiamo proteggere l'intestino e le nostre naturali difese contro obesità, diabete e sindrome metabolica. Tuttavia, la ricerca ha mostrato che non sempre eliminare o ridurre lo zucchero ha portato a risultati benefici. Alcuni topi infatti hanno continuato ad ingrassare e sviluppare diabete, nonostante l'eliminazione dello zucchero. Il punto è che alcuni topi partivano già svantaggiati con un microbiota in cui mancavano i batteri benefici. L'eliminazione dello zucchero non ha permesso a questi batteri di riformarsi. L'assunzione di probiotici ha invece ristabilito la flora intestinale e le difese contro l'aumento di peso e di glicemia.

Conclusioni

La ricerca, come affermano gli stessi autori dello studio, si applica non solo ai topi ma anche agli esseri umani. Quello che emerge è che, per contrastare obesità, sindrome metabolica e diabete, l'intervento principe è sempre quello di eliminare, o almeno ridurre, lo zucchero. Questo però non funziona in tutti i casi, quando il microbiota è fortemente sbilanciato. Per proteggerci da chili di troppo e diabete è quindi importante, sempre, prenderci cura anche del nostro microbiota intestinale, assumendo probiotici, che si trovano in farmacia o negli yogurt o bevande da bere che lo indicano in etichetta, e prebiotici, che alimentano i batteri buoni. I prebiotici sono, per esempio, asparagi, aglio, cicoria, cipolla, topinambur, semi di chia, semi di lino, mandorle, carciofi, avena, orzo e legumi.
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