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Coronavirus, ambienti chiusi e aria condizionata

Coronavirus, ambienti chiusi e aria condizionata

Del nuovo coronavirus sappiamo che si trasmette attraverso goccioline infette emesse da persone malate mentre parlano, starnutiscono o tossiscono. Se queste goccioline infette raggiungono le mucose di altre persone queste possono venire contagiate. Sappiamo anche che, per evitare il contagio, dobbiamo mettere in campo norme di comportamento molto rigide, come mantenere la distanza di sicurezza tra persone di almeno un metro, meglio se due, coprirsi naso e bocca, mentre si tossisce o si starnutisce, con un fazzoletto che poi va buttato immediatamente, nelle regioni dove è richiesto, uscire con mascherina o scaldacollo, non portarsi le mani sporche al viso, lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone per un minuto e disinfettare mani e superfici con soluzioni che contengano almeno il 60% di alcool. E per quanto riguarda l’aria degli ambienti chiusi, cosa succede se è in funzione l’aria condizionata? Come possiamo migliorare l’aria di casa?

Coronavirus, l’aria condizionata è un pericolo?

In molti si stanno ponendo questa domanda in seguito ad uno studio pubblicato pochi giorni fa sulla rivista Emerging infectious diseases (Lu et al, April 2020). Lo studio riporta i casi di contagio osservati in un ristorante a Guangzhou, Cina. Il ristorante è senza finestre, ha aria condizionata e i contagi si sono osservati tra persone che avevano pranzato in tavoli diversi ma vicini, a circa 1 metro di distanza. I ricercatori sono arrivati alla conclusione che il forte flusso di aria propagato dall’aria condizionata sia stato la causa del contagio trasportando le goccioline di saliva infette da una persona positiva al virus alle altre. Lo studio, come sottolineato dagli stessi scienziati, ha delle limitazioni in quanto riporta osservazioni e non il risultato di una simulazione. Tuttavia, è da considerarsi rilevante. È chiaro che, in una casa dove non ci sono persone contagiate l’aria condizionata non è assolutamente un rischio ma occorre prestare attenzione in caso di persona positiva a coronavirus, ma anche negli uffici o altri ambienti chiusi. Vediamo cosa consigliano gli scienziati e le linee guida dei governi.

Coronavirus, come migliorare l’aria negli ambienti chiusi

È importante arieggiare spesso le stanze facendo entrare aria dall’esterno. Il ricambio di aria, infatti, diluisce il virus. Questo lo si può vedere proprio da uno studio pubblicato sulla rivista JAMA (Ong et al, 2020) in cui si osservava che all’interno di una stanza occupata da un paziente con coronavirus i campioni prelevati da superfici erano contaminati così come anche le prese d’aria, mentre campioni dell’aria della stanza non presentavano il virus. La spiegazione è che il flusso di aria aveva diluito il virus al punto che questo non era presente nell’aria. Poi, in caso di impianti di ventilazione in casa o negli uffici, è importante bloccare qualsiasi circuito di riciclo dell’aria per privilegiare unicamente le immissioni di aria dall’esterno, in questo modo si garantisce un ricambio dell’aria negli ambienti chiusi.

Coronavirus, manutenzione degli impianti di ventilazione

Come consigliato dall’Istituto Superiore di Sanità, è bene pulire regolarmente le prese dell’aria e le griglie di ventilazione dell’aria dei condizionatori con un panno inumidito con acqua e sapone o con alcool etilico al 75%. Durante questa operazione indossa guanti e mascherina, poi lavati bene le mani con acqua e sapone per un minuto e/o usa una soluzione disinfettante che contenga almeno il 60% di alcool.
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