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Coronavirus, come temperatura e superfici ne modificano la sopravvivenza fuori dal corpo

Coronavirus, come temperatura e superfici ne modificano la sopravvivenza fuori dal corpo

È vero che il nuovo coronavirus rallenta con il caldo? E cosa succede quando contamina i vestiti o le banconote? Queste sono domande che tutti noi ci siamo fatti nelle ultime settimane, da quando è esplosa l’emergenza coronavirus. Una risposta arriva da uno studio recentissimo pubblicato sulla rivista The Lancet da parte di un team di scienziati dell’università di Hong Kong, ecco cosa è emerso.

Coronavirus, il caldo rallenta il coronavirus?

In base alla ricerca, sì, il caldo sembra rallentare il nuovo coronavirus. In particolare, gli scienziati hanno studiato la sopravvivenza del virus sottoponendolo a diverse temperature. Quello che è emerso è che a 4°C il virus è stabile e resiste almeno fino a 14 giorni, il periodo più lungo analizzato dalla ricerca. A 22°C il virus non è più rilevabile dopo 2 settimane, a 37°C già dopo 2 giorni, a 56°C il virus scompare dopo 30 minuti e a 70°C dopo 5 minuti. Pertanto, il virus è sensibile al calore.

Coronavirus, quanto resiste sui vestiti? E sulle banconote?

La nuova ricerca analizza anche in modo dettagliato la sopravvivenza del nuovo coronavirus fuori dal corpo. Da studi precedenti era già noto che il tempo di vita del virus sulle superfici dipende molto dal tipo di superficie. In questa ricerca vengono completate le informazioni già a disposizione e quello che emerge è che le superfici lisce sono preferite dal virus su cui può sopravvivere più a lungo. Ma vediamo meglio in dettaglio. Sulla carta il virus è stato rilevato fino a 30 minuti, sul legno fino a 1 giorno, sui vestiti fino a 1 giorno, sul vetro fino a 2 giorni, sulle banconote fino a 2 giorni, sull’acciaio fino a 3 giorni, sulla plastica fino a 4 giorni, sulla superficie interna delle mascherine fino a 4 giorni e su quella esterna è rilevabile fino a 7 giorni, che è la durata massima dell’esperimento quindi potrebbe anche sopravvivere per un tempo più lungo. Queste informazioni possono essere utili a capire che anche con le superfici occorre prestare molta attenzione e che è importante non toccarsi mai il viso con le mani sporche, anche dopo aver maneggiato i soldi, lavarsi frequentemente le mani con acqua e sapone per un minuto e/o utilizzare anche una soluzione disinfettante con alcool almeno al 60%.

Coronavirus, quanto resiste ai disinfettanti

Dopo 5 minuti che si è usata la candeggina per uso domestico, del virus non c’è più traccia, stesso discorso per l’alcool, entrambi questi disinfettanti, quindi, uccidono il virus. Studi precedenti indicavano 1 minuto il tempo impiegato dall’alcool a distruggere il coronavirus ma in questo studio l’intervallo di tempo analizzato è stato di 5 minuti. Un risultato analogo è stato ottenuto anche con disinfettanti a base di clorexidina e benzalkonium cloride.
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