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Coronavirus, quanto tempo sopravvive sulle superfici?

Coronavirus, quanto tempo sopravvive sulle superfici?

La pandemia del nuovo coronavirus ha reso necessario indirizzare tutti gli sforzi e le risorse nelle attività di ricerca, non solo per trovare vaccino e cura, ma anche per comprendere il comportamento del virus. Capire, infatti, come si trasmette, quanto sopravvive al di fuori del corpo, quali condizioni possono favorirlo o al contrario inibirlo è importante in quanto in questo modo possiamo avere a nostra disposizione armi in più per cercare di bloccare i contagi.
Una domanda che ci stiamo facendo tutti è quanto a lungo il coronavirus sopravvive sulle superfici, come maniglie, pacchi, asfalto, soldi o vestiti e quanto possono essere utili i guanti quando, per esempio, si va a fare la spesa. Oggi conosciamo un po’ più risposte rispetto a quando tutto questo è iniziato, vediamo di fare un po’ di chiarezza facendo riferimento sempre e solo a fonti ufficiali, quali l’Istituto Superiore di sanità e gli articoli scientifici.

Coronavirus, quanto resiste sulle superfici?

Oggi sappiamo qualcosa in più. Uno studio (van Doremalen et al, 2020) in via di pubblicazione sul New England Journal of Medicine, una delle riviste più prestigiose del settore, ha osservato che la carica virale del coronavirus fuori dal corpo cala notevolmente in poche ore. In particolare, sul rame il coronavirus dimezza la sua carica virale in due ore e scompare completamente in 4 ore. Sul cartone la capacità infettiva si dimezza in 5 ore e scompare totalmente in 24 ore. Su plastica e acciaio invece il virus resiste un po’ di più. Sulla plastica il virus resiste fino a 72 ore mentre sull’acciaio 48 ore.
Quindi è possibile che il virus rimanga da qualche ora a qualche giorno su maniglie delle porte, corrimano, pulsanti per chiamare gli ascensori, interruttori della luce, è anche possibile trovarlo sui soldi. Ecco perché è importante non toccarsi il viso con le mani sporche, lavarsi spesso le mani con acqua e sapone per un minuto ed eventualmente usare una soluzione disinfettante di acqua e alcool almeno al 60%. È importante anche disinfettare le superfici di casa più manipolate come maniglie o interruttori con soluzioni di acqua o alcool. Quando si fa la spesa al supermercato o si prendono i servizi pubblici per motivi di lavoro, salute o necessità è possibile usare anche dei guanti. Ma, come sottolineato dal ministero della salute, i guanti non sostituiscono le regole igieniche appena elencate, sono solo un’ulteriore protezione. Nel prossimo paragrafo spieghiamo meglio.

Coronavirus, i guanti possono servire?

I guanti possono essere indossati come ulteriore protezione ma occorre comunque seguire tutte le regole igieniche. Non toccare il viso con mani sporche né quando si indossano i guanti. Le mani vanno in ogni caso lavate spesso con acqua e sapone e disinfettate con una soluzione di acqua e alcool. Subito dopo il loro utilizzo, per esempio dopo che si è fatta la spesa al supermercato, i guanti vanno gettati nei rifiuti indifferenziati. Importante, i guanti non vanno riutilizzati.

Coronavirus, e che dire del virus sull’asfalto?

Il virus fuori dal corpo ha una carica virale molto bassa, come sostenuto da virologi. Può però sopravvivere qualche giorno in quanto lo sporco, anche quello che si trova per strada, crea una barriera protettiva. In questo caso però è altamente improbabile un contagio in quanto, perché questo avvenga, dovrebbero avvenire una serie di situazioni. In particolare, perché il virus venga trasmesso dovrebbe succedere che si calpestino le goccioline di saliva generate da una persona infetta che ha tossito o starnutito per strada, che poi si tocchi con le mani la suola delle scarpe per poi mettersi le mani nel naso o in bocca o portarle al viso per sfregarsi gli occhi. Questo è uno scenario improbabile, ma in ogni caso lo si evita lavandosi spesso le mani e disinfettandole. E, come regola generale per tutti, tossire o starnutire nell’incavo del gomito o in un fazzoletto che poi va subito gettato.

Coronavirus, cosa succede con i vestiti?

Perché ci sia contaminazione dovrebbero verificarsi una serie di situazioni, che, anticipiamo, sono improbabili. In particolare, dovrebbe succedere che goccioline infette arrivino sul vestito o giacca, che queste vengano poi toccate con le mani, che poi vengano portate al viso. Questo lo si evita semplicemente mettendo in atto due semplici regole, mantenendo la distanza tra persone di almeno 1 metro e lavandosi spesso le mani.
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