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Dalla qualità dell'aria dipende anche la salute del nostro cervello

Dalla qualità dell'aria dipende anche la salute del nostro cervello

La qualità dell'aria può determinare non solo la salute delle nostre vie aeree, ma anche quella del nostro cervello. Un'aria carica di particolato può infatti aumentare il rischio di declino cognitivo e Alzheimer ma, e questa è la novità di oggi, un'aria più pulita e libera da inquinamento può ridurre il rischio di malattie neurodegenerative. Questo è quanto emerge da due studi distinti ma condotti dalla stessa università, la University of Southern California, e i cui autori hanno scritto pochi giorni fa una lettera pubblicata su The Journal of the Alzheimer's Association per mostrare gli incredibili risultati ottenuti (Ailshire et al, The Journal of the Alzheimer's Association, 2021).

Inquinamento e Alzheimer

Studi precedenti, condotti sempre dagli stessi autori della ricerca di cui parliamo oggi, avevano potuto dimostrare come l'inquinamento dato da particelle PM2,5 sia connesso ad un rischio maggiore di sviluppare Alzheimer. Infatti, queste particelle, più piccole del diametro del capello umano, una volta inalate arrivano direttamente al cervello superando la barriera sangue cervello che normalmente protegge questo organo da polveri e altre minacce. Le PM2,5 vengono rilasciate da incendi, riscaldamento dato dalla combustione di legna, carbone o gasolio, gas di scarico delle macchine e fumi industriali. Ebbene, entrambi i laboratori dell'università americana, del tutto indipendentemente, hanno certificato una riduzione della neurotossicità indotta dall'inquinamento. Come è possibile questo?

Meno inquinamento e più salute cerebrale

Gli autori degli studi, dopo analisi e rilevamenti, sono giunti alla conclusione che, negli ultimi dieci anni, si è assistito ad una riduzione del rilascio di particelle PM2,5 nell'aria. Pertanto, c'è stata una minore esposizione a queste particelle che così hanno potuto fare meno danni a livelli cerebrale. Infatti, nell'ultima decade, le particelle PM2,5 sono risultate diminuite, rispetto ai dieci anni precedenti, nelle zone dove abitavano i partecipanti allo studio, di ben il 25% anche se questo fatto si può osservare un po' ovunque. Pertanto, le azioni volte a ridurre l'inquinamento hanno mostrato di essere efficaci e in grado di portare significativi benefici in termini di salute cerebrale.

Ma attenzione…

Tuttavia, lo studio termina con un grido di allarme. Infatti, i valori di PM2,5 sono di nuovo in aumento. Queste ricerche hanno permesso di far emergere che la riduzione delle emissioni di particolato può migliorare l'aria mentre l'inquinamento può influenzare, anche direttamente, la salute, non solo dei nostri polmoni ma anche del nostro cervello. Quindi, da qui l'importanza di contenere le emissioni, se non per l'ambiente almeno per il nostro cervello, proteggendolo da un rischio maggiore di sviluppare declino cognitivo e Alzheimer.
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