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Ecco la dieta che salva il cervello

Ecco la dieta che salva il cervello

È possibile rallentare l'invecchiamento cerebrale, e lo si può fare in un modo molto piacevole, mangiando. Infatti, come emerge da una recentissima ricerca scientifica pubblicata sulla rivista The American Journal of Clinical Nutrition grazie al lavoro di un team israeliano, la dieta Mediterranea, soprattutto nella sua versione verde, che spiegheremo nel seguito, è in grado di attenuare l'atrofia cerebrale che accelera a partire dai 50 anni di età (Kaplan et al, AJCN, 2022).

Il legame tra cervello e dieta

L'atrofia cerebrale è una condizione legata all'età, può essere valutata tramite esami di risonanza magnetica e viene considerata il primo indicatore di un possibile decadimento cognitivo. L'atrofia che colpisce l'ippocampo è, anzi, un marker tra i più sensibili per quanto riguarda la neurodegenerazione, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia. Tuttavia, è stato anche osservato che lo stile di vita e la dieta possono influenzare in maniera significativa il rischio di perdita di massa cerebrale e di sviluppare Alzheimer. Pertanto, è possibile agire su questi fattori per proteggere il cervello, prevenendo o almeno rallentando l'atrofia. Studi precedenti avevano avuto già modo di osservare che la dieta Mediterranea è associata a un rischio ridotto di sviluppare atrofia cerebrale e demenza. Si ritiene che questo effetto protettivo sia da ricondursi ai polifenoli apportati da questo tipo di alimentazione che svolgono un'azione antiossidante e antinfiammatoria. Tuttavia, i dati a disposizione sono scarsi e spesso riferiti a studi condotti su campioni di popolazione molto limitati ed eseguiti per periodi di tempo troppo brevi.

La dieta Mediterranea contrasta l'atrofia cerebrale

Per meglio comprendere l'effetto della dieta Mediterranea sul cervello i ricercatori hanno elaborato uno studio condotto su un vasto campione di popolazione e capace di abbracciare diversi mesi. Sono stati reclutati 284 adulti, di età compresa tra 31 e 82 anni. I partecipanti allo studio sono stati divisi in tre gruppi. Al primo gruppo è stato chiesto di seguire, per 18 mesi, una dieta sana e varia, al secondo di alimentarsi secondo le linee guida della dieta Mediterranea, con un regolare apporto di noci, al terzo di seguire la dieta Mediterranea nella sua versione verde. La dieta mediterranea verde richiede di bere, ogni giorno, 3-4 tazze di tè verde o uno smoothie a base di Mankai, o lenticchia d'acqua, considerata un potente superfood. Non solo, questo tipo di dieta prevede di limitare l'apporto di carni rosse e lavorate. Prima e al termine dello studio i volontari sono stati sottoposti a esami di risonanza magnetica per valutare lo stato del cervello. Quello che è emerso è che l'atrofia cerebrale accelera in modo significativo dopo i 50 anni e questo è stato notato già in un arco temporale di 18 mesi. Ma gli scienziati hanno anche potuto osservare che l'atrofia cerebrale si è notevolmente attenuata nei gruppi che avevano seguito entrambe le versioni della dieta Mediterranea. Questa attenuazione è risultata maggiore nel gruppo che aveva seguito la dieta Mediterranea verde, soprattutto in chi aveva superato i 50 anni. E non è finita qua. Infatti, i ricercatori hanno potuto notare che l'attenuazione dell'atrofia cerebrale è anche associata a un miglioramento della sensibilità all'insulina.

Conclusioni

Quindi, aderire alla dieta Mediterranea, magari aggiungendo il tè verde e riducendo l'apporto di carni rosse e lavorate, è sicuramente una buona scelta per proteggere il cervello dalle neurodegenerazioni.
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