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Ecco le abitudini che invecchiano il cervello e aprono la strada alle demenze

Ecco le abitudini che invecchiano il cervello e aprono la strada alle demenze

Quando si parla del rischio di sviluppare demenza, a fare la differenza sembra essere più lo stile di vita adottato negli anni che l’età. Infatti, persone di qualsiasi età senza fattori di rischio relativi al decadimento cognitivo, come il fumo o il diabete, possono avere performance cerebrali uguali a quelle di persone di 20 anni più giovani. Questo è quanto emerge da una recentissima ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Alzheimer's & Dementia: Diagnosis, Assessment, and Disease Monitoring da parte di un gruppo canadese del Rotman Research Institute (LaPlume et al, Alzheimer's & Dementia, Jul 2022).

Stile di vita e rischio di demenza

La lotta alla demenza è la sfida del nostro secolo. Studi precedenti avevano potuto dimostrare che correzioni allo stile di vita da sole potevano ridurre del 40% il rischio di sviluppare demenza. Questo significa che il 40% dei casi di decadimento cognitivo in tutto il mondo potrebbero essere evitati, o almeno ritardati, solo agendo su alcuni fattori modificabili del proprio stile di vita. Lo studio di cui parliamo oggi riesce ad approfondire il legame tra fattori di rischio modificabili e decadimento cognitivo, esplorando l'effetto dello stile di vita sul cervello in persone di tutte le età.

Ecco le abitudini che invecchiano il cervello

Gli scienziati hanno reclutato 22 117 persone, di età compresa tra 18 e 89 anni. A tutti i volontari è stato chiesto di sottoporsi a un test per valutare la funzionalità cognitiva e di indicare il loro stile di vita adottato negli anni. In particolare, i ricercatori erano interessati a tutti quei fattori modificabili considerati associati ad un aumento del rischio di demenza, come fumare, avere il diabete, sentirci poco, bere troppi alcolici, essere ipertesi o depressi. Confrontando i risultati ottenuti con lo stile di vita indicato è emerso che ogni fattore di rischio invecchia il cervello di 3 anni e che gli effetti sono cumulabili. Questo significa che avere tre fattori di rischio porta ad un invecchiamento cerebrale di 9 anni. Non solo, è anche emerso che quando si parla di rischio di demenza, l'età anagrafica conta meno. Infatti, persone senza fattori di rischio ma più anziane hanno performance cognitive simili a quelle di persone anche di 20 anni più giovani ma con fattori di rischio. In più, gli scienziati hanno anche osservato che nei ragazzi giovani lo stile di vita hanno un minor impatto sul funzionamento cerebrale. Tuttavia, anche un impatto minimo ma protratto sul lungo periodo ha mostrato di causare, negli anni, un rapido decadimento cognitivo e un maggiore rischio di demenza.

Conclusioni

Insomma, che una persona abbia 18 o 80 anni l'importante è che riesca a correggere i fattori di rischio del decadimento cognitivo connessi allo stile di vita. A tutte le età queste piccole modifiche proteggono il cervello e riducono il rischio di sviluppare demenza anche fino al 40%. Quindi se si sta fumando, è importante smettere, come è importante, se si soffre di diabete, riuscire a tenerlo sotto controllo seguendo i consigli del proprio medico e agendo su dieta e attività fisica. È anche importante limitare la perdita dell'udito utilizzando appositi supporti ma anche tenere sotto controllo la pressione sanguigna, contrastare la depressione e limitare il consumo di bevande contenenti alcool.
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