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Frutti di bosco, ecco perché è importante includerli nella propria dieta

Frutti di bosco, ecco perché è importante includerli nella propria dieta

Fragole, mirtilli, lamponi, more e cranberry, freschi, surgelati, sotto forma di purè o succo, non importa. L’importante è includere nella propria dieta i frutti di bosco! Infatti, questi frutti così succosi e gustosi non sono solo una preziosa fonte di fibre, vitamine e sali minerali, ma anche di sostanze antiossidanti e antinfiammatorie, utili persino a contrastare obesità, colesterolo in eccesso, pressione alta e diabete tipo 2. Questo è quanto emerge da una review molto recente pubblicata sulla rivista Food and Function da un team americano (Calvano et al, Food Funct, 2019).
Succo di mirtillo, oppure cranberry e lamponi sgelati aggiunti allo yogurt, ma anche deliziosi smoothie preparati con una purea di frutti di bosco, insomma c’è proprio l’imbarazzo della scelta. È molto facile al giorno d’oggi integrare la propria alimentazione con i frutti di bosco, anche quando non è stagione. È per questo che i ricercatori hanno pensato di analizzare l’azione dei frutti di bosco, assunti in diversi modi sotto forma di succhi, frutti freschi o surgelati, su diversi indicatori di salute come glicemia, peso corporeo, pressione e colesterolo. Per fare questo, gli scienziati si sono basati su ricerche precedenti e quello che è emerso è che i frutti di bosco, assunti in quantità compatibili con un’alimentazione varia e bilanciata, sono davvero benefici per la salute. In particolare, frutti di bosco misti assunti a pranzo o cena hanno mostrato di contrastare l’effetto iperglicemizzante dei carboidrati come pasta e pane bianchi e dello zucchero. Infatti, i frutti di bosco, grazie al loro contenuto in fibre e antociani, rallentano l’assorbimento dei carboidrati, riducendo quindi il picco glicemico e il rilascio di insulina, e contrastano lo stress ossidativo proteggendo il lavoro del pancreas. I benefici dei frutti di bosco sono stati osservati anche in persone in sovrappeso o obese. Infatti, 40 grammi al giorno di fragole surgelate mangiate a colazione ha mostrato di migliorare la sensibilità all’insulina e i valori di glicemia, riducendoli di quasi il 13%. Poi, 50 grammi al giorno di mirtilli surgelati assunti per 2 mesi in persone con una diagnosi di sindrome metabolica, che è una condizione caratterizzata dalla presenza di più fattori di rischio come ipertensione, glicemia alterata, colesterolo elevato e grasso addominale in eccesso, hanno ridotto in modo significativo sia la pressione sistolica che diastolica, il colesterolo cattivo LDL e la sua ossidazione, che aumenta il rischio di arteriosclerosi. Il succo di cranberry si è dimostrato epatoprotettivo ed efficace contro l’infiammazione cronica, che è una condizione che, a lungo andare, può aumentare il rischio di obesità, diabete tipo 2, depressione e può indebolire il sistema immunitario. Non solo, 480 ml di succo di cranberry sono stati in grado di ridurre l’ossidazione del colesterolo cattivo LDL. Anche una porzione di 125 g di lamponi surgelati ha mostrato di proteggere la salute, migliorando la sensibilità all’insulina. Questi stessi effetti benefici sono stati osservati anche in persone con diabete tipo 2.
Insomma, i frutti di bosco non sono solo squisiti ma anche salutari e vale la pena includerli nella propria dieta quotidiana!
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