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Grasso buono e grasso cattivo, cosa sono e come contrastare quest'ultimo

giugno 23, 2023
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Grasso buono e grasso cattivo, cosa sono e come contrastare quest'ultimo

Il grasso non è tutto uguale, infatti esiste anche un tipo di grasso buono e protettivo per la salute, e mangiare può aiutare a ridurre il girovita. Questa è la sintesi di due affascinanti ricerche scientifiche che giungono a risultati forse inaspettati. Ma vediamo di capire meglio.

Esiste anche il grasso buono, lo studio

La prima ricerca di cui parliamo oggi è anche la più recente e per certi versi la più sorprendente. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Diabetes pochi mesi fa da un team americano della Augusta University (Stranahan et al, Diabetes, Feb 2023). Gli scienziati hanno analizzato cosa accade all'infiammazione, soprattutto a livello cerebrale, in presenza di una dieta ad alto contenuto di grassi. Normalmente, infatti, si sa che una dieta così sbilanciata ha come risultato un aumento dell'infiammazione. Lo studio ha analizzato i topi ma i risultati sono estendibili anche agli esseri umani, come affermano gli scienziati americani. Quello che è emerso è che, almeno fino alla menopausa per le femmine, la presenza di grasso sottocutaneo, quel grasso cioè che si accumula su braccia, gambe, fianchi e glutei, è risultato protettivo e in grado di contrastare l'aumento del girovita e di infiammazione cerebrale, anche in presenza di dieta ad alto contenuto di grassi.

Invece, togliere il grasso sottocutaneo, come per esempio in seguito ad interventi di liposuzione o digiuni, e successivamente seguire una dieta ad alto contenuto di grassi ha mostrato chiaramente un aumento dell'infiammazione nel cervello. Dopo la menopausa, anche la presenza di grasso sottocutaneo non è stata sufficiente a contrastare l'infiammazione cerebrale se la dieta è stata mantenuta ad alto contenuto di grassi. Infine, lo studio ha analizzato cosa accade rimuovendo, attraverso liposuzione, il grasso sottocutaneo in soggetti di giovane età, prima della menopausa, e che seguono una dieta a basso contenuto di grassi. In questo caso si è registrato un piccolo aumento del girovita, del grasso viscerale e dell'infiammazione dei tessuti adiposi. Quindi, quello che emerge da questo studio è che non tutto il grasso è da demonizzare, anzi, può persino risultare benefico per la salute quando è del tipo sottocutaneo localizzato su braccia, gambe, fianchi e glutei, e che certi interventi di chirurgia estetica o digiuni forzati forse andrebbero rivisti alla luce di questi importantissimi risultati.

In più, in generale, è sempre meglio seguire una dieta bilanciata, senza eccedere in grassi e alimenti raffinati.

Per calare la pancia … mangia

Il secondo studio risale a qualche anno fa ed è stato pubblicato sulla rivista Obesity da un team americano della Wake Forest University School of Medicine, Winston-Salem, North Carolina (Hairston et al, Obesity, 2012). Il pregio di questo studio è che letteralmente misura i risultati in termini di diminuzione del grasso viscerale in base a specifiche scelte alimentari. Fermo restando che nella ricerca si parla che, per ridurre il grasso viscerale, è importante mangiare e non digiunare, ecco cosa è emerso. Gli scienziati hanno reclutato 1114 persone. I volontari sono stati sottoposti ad esami medici per valutare la presenza di grasso viscerale e sottocutaneo e hanno compilato questionari in cui veniva richiesto loro di specificare l'alimentazione quotidiana e lo stile di vita. Dopo cinque anni i volontari sono stati richiamati e sottoposti a ulteriori esami medici per capire se erano subentrati cambiamenti nella composizione del grasso corporeo. Altri questionari hanno testimoniato eventuali variazioni nell'alimentazione.

Ebbene, gli scienziati hanno misurato che ogni aumento di 10 grammi di fibra solubile introdotta con la dieta porta ad una riduzione del 3,7% del grasso viscerale in 5 anni. 10 grammi di fibra solubile sono una quantità facile da raggiungere all'interno di una dieta sana e varia. Per esempio, 10 grammi di fibra solubile sono contenuti in due piccole mele, una tazza di piselli e mezza tazza di fagioli. In generale, la fibra solubile si ritrova negli ortaggi, come broccoli, carote, patate, rape, ma anche nell'aglio, nella cipolla, nella frutta, come banane e mele, nei cereali, come avena, segale ed orzo, e legumi. Degno di nota, anche alla luce dei risultati esposti nel paragrafo precedente, che l'aumento nell'assunzione di fibra solubile ha portato ad una riduzione del grasso viscerale e non del grasso sottocutaneo. Infine, è stata anche valutata l'azione dell'esercizio fisico. In particolare, un aumento moderato nell'attività fisica praticata, introducendo 30 minuti di esercizio fisico da due a quattro volte a settimana, ha portato ad una riduzione del 7,4% del grasso viscerale.

Conclusioni

Oggi abbiamo analizzato due ricerche scientifiche che propongono due risultati davvero interessanti e inaspettati. Per prima cosa, il grasso su braccia, gambe, glutei e fianchi che spesso cerchiamo in tutti i modi di combattere, anche quando non ce ne sarebbe davvero bisogno, può rivelarsi protettivo per il cervello. Poi, che per combattere il grasso viscerale, che è il grasso più pericoloso in quanto capace di aumentare i livelli di infiammazione, è importante muoversi e … mangiare, soprattutto frutta, verdura, cereali integrali e legumi, proprio come insegna la Dieta Mediterranea.

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