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I funghi cardoncelli contrastano la depressione e l'Alzheimer

aprile 08, 2023
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I funghi cardoncelli contrastano la depressione e l'Alzheimer

I funghi cardoncelli andrebbero proposti più spesso a tavola! Infatti, come dimostrano due recenti ricerche scientifiche, questi funghi così gustosi hanno un'azione antidepressiva e neuroprotettiva, aiutando anche a contrastare la malattia di Alzheimer e a rinforzare memoria e capacità di apprendimento. Le ricerche sono state pubblicate entrambe sulla rivista International Journal of Medicinal Mushrooms, la prima da un team cinese e la seconda da un gruppo di scienziati di Taiwan (Zhang et al, Int J Med Mushrooms, 2020 - Liang et al, Int J Med Mushrooms, 2020).

Funghi cardoncelli, proprietà

I funghi cardoncelli, nome scientifico Pleurotus eryngii, sono funghi molto conosciuti e apprezzati, fin dall'antichità. I funghi cardoncelli si caratterizzano per un gambo sodo, cilindrico, carnoso e commestibile e che quindi non va allontanato quando si vuole consumare questi funghi. Il sapore dei cardoncelli è amabile, persino dolce. Questo fungo apporta fibre, polisaccaridi, proteine ma anche preziose sostanze dall'azione antinfiammatoria, antitumorale, antiossidante e capace di regolare il sistema immunitario. Le due ricerche di cui parliamo oggi si sono focalizzate sui benefici che i funghi cardoncelli possono apportare a livello del cervello e dell'umore.

I funghi cardoncelli contrastano l'Alzheimer e la depressione, lo studio

Entrambe le ricerche si sono svolte in laboratorio, sia su colture di cellule che su una popolazione di topi con l'Alzheimer. Estratti di funghi cardoncelli sono stati posti in contatto con la coltura cellulare e sono stati somministrati ai ratti.

Ebbene, dopo un mese e mezzo di trattamento è emerso che il fungo cardoncello contribuisce a ridurre l'atrofia cerebrale e a migliorare memoria e capacità di apprendimento. Dopo sette mesi di trattamento, il fungo cardoncello ha mostrato di aumentare la vitalità cellulare anche in presenza di composti tossici quali gli aggregati di proteine beta amiloidi e tau, caratteristici dell'Alzheimer, e di ridurre la morte neuronale.

Non solo, il fungo cardoncello ha mostrato anche un'azione antidepressiva. I meccanismi alla base di queste proprietà dei funghi cardoncelli ancora non sono noti, ma si ritiene che un ruolo possano svolgerlo le sostanze antiossidanti e antinfiammatorie contenute in questo fungo e capaci di contrastare i radicali liberi e la neuroinfiammazione. Un altro possibile meccanismo di azione, che emerge dalle ricerche in questione, è la capacità di regolazione dei canali del calcio da parte del fungo cardoncello. Nella malattia di Alzheimer, infatti, si osserva una continua attivazione di un recettore che permette il flusso degli ioni calcio nei neuroni. Se questo flusso è continuo questo porta a neurotossicità.

Invece, gli estratti di funghi cardoncelli riducono la presenza di ioni calcio nei neuroni, con un'azione neuroprotettiva.

Conclusioni

Che sia per migliorare l'umore, la memoria, la capacità di apprendimento o per contrastare le neurodegenerazioni, una buona scelta è quindi quella di includere nella propria alimentazione, sana e bilanciata, anche i funghi cardoncelli! Nella sezione alimentazione sana puoi trovare qualche idea interessante su come servire questi funghi deliziosi, come le penne con carciofi e funghi cardoncelli o anche gnocchetti di ortiche con sugo di funghi e nocciole.

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