I polifenoli di tè verde e tè nero possono aiutare a contrastare il nuovo coronavirus?

Contro il nuovo coronavirus è importante seguire le regole igieniche e di distanziamento, ma è anche essenziale rinforzare il proprio sistema immunitario e mettere il corpo nelle condizioni migliori per far fronte a ogni minaccia esterna. Dieta e stile di vita hanno, a questo scopo, un ruolo centrale in quanto possono aiutare a combattere le infiammazioni croniche che fiaccano il sistema immunitario, ma possono anche fornire alcune sostanze che si sono dimostrate in grado di inibire i virus. Questo è il caso dei polifenoli del tè verde e tè nero, come riportato in una recentissima ricerca scientifica pubblicata sulla rivista Phytomedicine da parte di un team indiano (Mhatre et al, Phytomedicine, 2020).
L’epigallocatechina gallato è uno dei polifenoli più potenti della Camellia sinensis, la pianta del tè. In particolare, è uno degli antiossidanti più abbondanti nel tè verde. L’epigallocatechina gallato ha mostrato proprietà antitumorali, antibatteriche, antiossidanti, antinfiammatorie e, cosa che sta interessando i ricercatori ai fini della lotta al coronavirus, antivirali. In particolare, l’epigallocatechina gallato, o EGCG, ha mostrato di contrastare il virus dell’epatite C inibendo l’ingresso del virus nelle cellule del fegato. Non solo, EGCG si è dimostrata anche utile a frenare l’influenza A e B, la moltiplicazione del virus dell’ebola e di altre infezioni quali il virus Zika, la febbre Dengue e il virus del Nilo Occidentale. Le teaflavine sono un’altra classe di polifenoli molto abbondanti nel tè nero e caratterizzate da un’azione antitumorale, antiossidante, antibatterica, antinfiammatoria e antivirale. Infatti, queste sostanze hanno mostrato di inibire l’influenza A e B e i virus del tipo coronavirus. Pertanto, viste queste proprietà antivirali, gli scienziati si sono chiesti se EGCG e teaflavine potessero essere utili anche a contrastare il nuovo coronavirus. Quello che è emerso, da simulazioni al computer, è che entrambe queste sostanze si sono dimostrate efficaci a legarsi e inibire un enzima, chiamato 3CLpro, indispensabile per la replicazione del nuovo coronavirus e per garantirne il ciclo di vita. Non solo, le teaflavine hanno mostrato di inibire, più di tutti gli altri composti naturali testati, l’enzima RdRp, che gioca un ruolo cruciale nella replicazione e trascrizione del virus, e di agire come agenti di prevenzione legandosi al recettore ACE2, usato dal nuovo coronavirus per entrare nelle cellule del corpo. Infine, EGCG ha mostrato di inibire l’azione di altre proteine strutturali del nuovo coronavirus preposte a funzioni vitali. L’inibizione di queste proteine si considera un’azione di prevenzione al diffondersi dell’infezione.
Pertanto, sia EGCG che teaflavine hanno mostrato proprietà antivirali, sia a scopi di prevenzione che terapeutici. Tuttavia, ancora non sono stati compiuti studi su un possibile utilizzo di queste sostanze sull’uomo allo scopo di contrastare il nuovo coronavirus. Occorre valutarne infatti la biodisponibilità, l’azione, la quantità richiesta ed eventuali effetti collaterali. In attesa che vengano eseguiti questi studi, gli stessi autori dello studio consigliano di introdurre EGCG e teaflavine all’interno di una dieta varia e bilanciata, apportandole con l’alimentazione, in questo caso, con una bella tazza di tè verde e tè nero.
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