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Il colesterolo contenuto negli alimenti aumenta l'infiammazione nei polmoni

Il colesterolo contenuto negli alimenti aumenta l'infiammazione nei polmoni

Quando si parla di influenza e altre infezioni virali, la capacità del nostro corpo di combatterle può dipendere da quanto colesterolo immettiamo con la dieta! Infatti, una dieta ad alto contenuto di colesterolo aumenta l'infiammazione a livello dei polmoni e peggiora il decorso della malattia. Questo è emerso grazie ad una recentissima ricerca scientifica pubblicata poche settimane fa sulla rivista The Journal of Immunology da parte di un team americano (Louie et al, J Immunol, May 2022).

Colesterolo, benefici e rischi

Il colesterolo viene considerato il nemico del nostro cuore ma, quando non in eccesso, è essenziale per il nostro corpo. Infatti, il colesterolo è parte delle membrane cellulari, partecipa alla sintesi di ormoni e vitamina D e garantisce un corretto funzionamento del sistema immunitario. La maggior parte del colesterolo circolante viene prodotto dal nostro corpo che richiede solo una piccola parte di colesterolo proveniente dall'alimentazione. Ecco perché negli ultimi anni, alla luce di questa affermazione, l'impatto del colesterolo assunto con la dieta sulla salute del sistema cardiovascolare è stato notevolmente ridimensionato. Tuttavia, se questo vale per il cuore sembra che non si possa dire altrettanto per il sistema immunitario e la nostra capacità di far fronte alle minacce esterne, soprattutto se di tipo virale. Studi precedenti avevano avuto modo di far intuire un legame tra colesterolo e difese. In particolare, elevati valori di colesterolo circolante sono risultati connessi a un maggior rischio di sepsi in caso di infezione virale causata dall'influenza. Non solo, l'uso di medicine per abbassare il colesterolo ha migliorato la sopravvivenza in caso di influenza, nuovo coronavirus e sepsi. Tuttavia, il legame fino ad oggi era poco chiaro e niente si sapeva sul ruolo del colesterolo assunto con la dieta.

Alimenti ricchi di colesterolo e infiammazioni

Per comprendere il ruolo del colesterolo assunto con l'alimentazione sulla capacità del corpo di far fronte alle minacce esterne e alle infezioni virali, gli scienziati americani hanno condotto uno studio in laboratorio su una popolazione di topi. A una parte dei topi è stata somministrata una dieta standard, all'altra parte invece una dieta standard con l'aggiunta di colesterolo. Dopo 5 settimane i topi sono entrati in contatto con il virus dell'influenza A. Quello che è emerso è che i topi che avevano assunto la dieta con l'aggiunta di colesterolo presentavano conseguenze più serie per quanto riguarda la malattia e una maggiore perdita di peso. La spiegazione di quanto osservato è che i polmoni dei topi che avevano assunto una quantità maggiore di colesterolo presentavano un livello maggiore di infiammazione già prima dell'infezione virale. Pertanto, il sistema immunitario si presentava già fiaccato e con un livello di sostanze pro infiammatorie eccessive. E, cosa ancora più importante, gli effetti dannosi della dieta ad alto contenuto di colesterolo si sono osservati anche fino a 5 settimane dopo che i topi avevano ripreso ad alimentarsi secondo la dieta standard senza aggiunte di colesterolo.

Conclusioni

Ecco quindi un'ulteriore prova dell'importanza di una dieta sana e varia e non troppo ricca di grassi. Alimenti ricchi di colesterolo sono le uova, in particolare il tuorlo, ma anche formaggi, burro, gamberi e carne di maiale e manzo. Con questo non stiamo dicendo che occorre eliminare questi cibi dalla propria alimentazione, ma solo che è importante essere consapevoli di cosa stiamo mangiando e non eccedere con questo tipo di alimenti nell'arco della stessa giornata.
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