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La dieta che aiuta a tenere sotto controllo l’ipertensione

La dieta che aiuta a tenere sotto controllo l’ipertensione

L’ipertensione è un cronico aumento della pressione sanguigna che fa registrare valori superiori a 140 Hg mm per la pressione sistolica, o pressione massima, e 90 Hg mm per la pressione diastolica, o minima. Una pressione alta, se rimane tale per un lungo periodo di tempo, può causare problemi al cuore, al cervello e ai reni. Ecco perché gli scienziati stanno studiando come, oltre alle medicine, dieta e stile di vita possano aiutare a tenere sotto controllo la pressione. È di pochi giorni fa una review pubblicata sulla rivista Nutrients che fa il punto della situazione sul ruolo della dieta, e in particolare di vitamine e sali minerali assunti con l’alimentazione, sui valori della pressione sanguigna per offrire un aiuto in più a chi soffre di ipertensione (Chiu et al, Nutrients, 2021).
Basandosi sui dati di studi precedenti, gli scienziati hanno osservato che alcuni micronutrienti, più di altri, possono influenzare direttamente o indirettamente la pressione sanguigna. Per esempio, per quanto riguarda i sali minerali, il sodio, contenuto nel sale da cucina, ma anche nei formaggi e alimenti lavorati, è sicuramente un elemento essenziale in diverse funzioni del nostro corpo, soprattutto per il mantenimento del bilancio elettrolitico e per la trasmissione degli impulsi nervosi. Tuttavia, quando viene consumato in eccesso, e cioè più di 2 grammi al giorno, sul lungo periodo può indurre ipertensione, ma anche disfunzioni renali, osteoporosi e problemi al cuore. Da studi recenti è stato confermato che, di tutti i casi di ipertensione, ben il 50% è dovuto al sodio in eccesso. Una riduzione di un terzo del sodio apportato con la dieta può portare a un calo della pressione sanguigna anche di 10 Hg mm sia in persone ipertese che con valori di pressione sanguigna nella norma, con benefici per la salute del sistema cardiovascolare. La review considera poi il potassio, che è contenuto nelle banane, nell’avocado, mandorle, patate e fagioli. Il potassio agisce all’opposto rispetto al sodio. Infatti, più la quantità di potassio aumenta, più si riduce il rischio di ipertensione. Il calcio è un minerale che gioca un ruolo essenziale per la salute di ossa e denti, partecipa alla contrazione muscolare e alla trasmissione di segnali tra cellule. Il calcio è contenuto nel latte e nei latticini, ma anche nel cavolo riccio, nei piselli, nel salmone, nella soia, nel timo e nell’okra. Al giorno d’oggi, non è stato compreso del tutto il collegamento tra calcio e pressione sanguigna, ma quello che appare dalle ricerche è che un aumento del calcio riduce la pressione sanguigna, proprio come per il potassio. Gli scienziati spiegano questo effetto considerando che il calcio partecipa alla contrazione dei muscoli e che quindi può influenzare il tono dei vasi sanguigni, favorendo la loro dilatazione. Non solo, il calcio può anche promuovere la diuresi e quindi l’eliminazione del sodio in eccesso. Il magnesio è essenziale per il metabolismo e per la produzione di energia, è contenuto nei semi di zucca, negli spinaci, nell’avocado, nel cacao e nelle mandorle. È stato osservato che una carenza di magnesio possa riflettersi in un aumento della pressione sanguigna
Le vitamine garantiscono il benessere dell’organismo grazie alla loro azione antinfiammatoria, antiossidante e immunomodulante. Ma le vitamine contribuiscono anche a regolare la pressione sanguigna. La vitamina C, contenuta in agrumi, kiwi, broccoli e fragole, influenza i valori della pressione. Infatti, è stato osservato che bassi valori di vitamina C sono legati ad un aumento della pressione sanguigna probabilmente per l’effetto che la vitamina C ha sui vasi sanguigni e sulla produzione di ossido nitrico, che è un vasodilatatore. 70-80 mg di vitamina C al giorno sono considerati benefici per la pressione sanguigna. Del gruppo B, la vitamina B6, contenuta in latte, uova, tonno e pistacchi, e B12, contenuta nelle uova, salmone e molluschi, sembrano influenzare la pressione sanguigna. In particolare, studi hanno osservato che bassi livelli di queste vitamine sono associati ad un rischio elevato di ipertensione.
AUTORE
Unisce la sua passione per uno stile di vita naturale e la sua formazione universitaria, è infatti laureata in fisica e ha il dottorato di ricerca in fisica, settore biofisica. Leggere articoli scientifici, documentarsi sulle ultime ricerche e testare nuovi metodi e ricette è quindi da sempre il suo lavoro, che, speriamo, di aver reso utile.
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