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La migliore arma contro invecchiamento e infiammazioni? Mangiare!

La migliore arma contro invecchiamento e infiammazioni? Mangiare!

Mangiare per non invecchiare, tenendo alla larga le infiammazioni. Questo è possibile grazie ad alcuni alimenti benefici, come probiotici e prebiotici, che, supportando il microbiota intestinale, aiutano a contrastare l'inflammaging, che è l'infiammazione che subentra man mano che passano gli anni e che apre la strada a degenerazioni cellulari, neurodegenerazioni, malattie cardiovascolari e diabete. Oggi parliamo dei risultati esposti in una recentissima review pubblicata sulla rivista Nutrients da un team giapponese (Warman et al, Nutrients, 2022), che ha focalizzato la sua attenzione sul legame tra probiotici, prebiotici e inflammaging.

Cosa accade al nostro corpo man mano che gli anni passano

Man mano che invecchiamo il nostro corpo va incontro a cambiamenti, alcuni equilibri vengono alterati e aumenta il rischio di ammalarsi. In particolare, due fenomeni risultano predominanti, e cioè un livello di infiammazione sempre costante, chiamato inflammaging, che è un'infiammazione fisiologica derivante dall'invecchiamento, aging in inglese, e alterazioni a livello della composizione del microbiota intestinale. Il microbiota è l'insieme di batteri che popolano il nostro intestino dalla cui salute dipende la salute dell'intero organismo, come il funzionamento del sistema immunitario, il peso corporeo, la salute di cervello e cuore e, appunto, il livello di infiammazione.

Il legame tra microbiota e infiammazione

Studi hanno potuto dimostrare che è possibile ridurre l'infiammazione mantenendo in salute il microbiota intestinale durante l'invecchiamento. I probiotici sono organismi vivi, assunti oralmente attraverso alimenti o integratori, capaci di portare equilibrio nel microbiota, aumentando la presenza dei batteri buoni. I prebiotici sono sostanze introdotte con l'alimentazione che nutrono i batteri buoni, contribuendo a mantenere così la salute del microbiota intestinale. L'assunzione di probiotici e prebiotici, quindi, è considerata benefica per la salute dei batteri che popolano il nostro intestino. Tuttavia, ancora non è ben chiaro se la loro assunzione possa aiutare a ridurre il fenomeno dell'inflammaging. Proprio per far luce su questo aspetto, i ricercatori giapponesi hanno pubblicato la review di cui parliamo oggi.

Probiotici e prebiotici benefici contro l'inflammaging

Quello che è emerso, facendo un grande lavoro di ricerca e confronto di studi precedenti, è che in effetti l'assunzione di probiotici, quali i batteri appartenenti ai ceppi Bifidobacterium spp. e Akkermansia munichipilla, possa contribuire alla riduzione dell'inflammaging, con una minor presenza di sostanze pro infiammatorie circolanti. Anche i prebiotici, sotto forma di amidi e proteine resistenti, hanno mostrato una chiara azione antinfiammatoria. In particolare, questo effetto è testimoniato da una maggiore produzione di butirrato, una sostanza capace di stimolare il buon funzionamento intestinale e di contrastare l'infiammazione, e da un miglioramento nell'equilibrio del microbiota intestinale.

Dove trovare probiotici e prebiotici

Pertanto, una dieta sana e varia che includa probiotici e prebiotici è utile a contrastare il fenomeno dell'inflammaging, con benefici per cuore, cervello e sistema immunitario. Ma come assumere queste sostanze? I probiotici vengono assunti sotto forma di integratori o con particolari alimenti, come yogurt o bevande, addizionati con probiotici. Quest'ultimo caso va riportato chiaramente in etichetta, infatti, non tutti gli yogurt contengono probiotici, dal momento che i fermenti vivi usati per la sua produzione non superano lo stomaco. Per quanto riguarda i prebiotici, lo studio ha analizzato l'azione di due tipi di prebiotici, in particolare le proteine resistenti e gli amidi resistenti. Le proteine resistenti sono contenute nella soia, nel grano saraceno, nel riso e nelle patate. Gli amidi resistenti si trovano nelle patate, nei legumi, nel riso, soprattutto quando, una volta cotto, viene lasciato raffreddare, nella banana, nelle noci cashew e nell'avena.
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