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Mai esagerare con il sale, ecco perchè

Mai esagerare con il sale, ecco perchè

novembre 14, 2022

Non si deve mai esagerare con il sale, anche se si ha la pressione normale o anche per brevi periodi di tempo. Infatti, il nostro corpo può reagire con un aumento di pressione sanguigna esagerato che può mettere a rischio la salute. Una recentissima ricerca scientifica, pubblicata da ricercatori della Vanderbilt University Medical Center di Nashville, è riuscita a spiegare questo meccanismo, riconducendolo ad un aumento dei livelli di infiammazione che possono essere osservati anche in chi ha livelli di pressione normali (Pitzer et al, Circulation Research, Jul 2022). Ma vediamo di capire meglio.

Sale, pressione sanguigna e linee guida

L'ipertensione è una condizione pericolosa che aumenta il rischio di malattie cardiovascolari e renali. Tra i principali responsabili dell'aumento della pressione sanguigna si annovera sicuramente il sale. Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, per preservare la salute non dovremmo assumere più di 5 grammi di sale al giorno, che corrispondono a 2 grammi di sodio, che è il costituente principale del sale da cucina e a cui si attribuisce anche l'azione dannosa dell'eccesso di sale sull'organismo. Purtroppo, il consumo di sale giornaliero, a livello globale, può raggiungere anche i 10 grammi al giorno. Da qui si capisce che il sale è davvero una minaccia per la salute del cuore, dei reni e dei vasi sanguigni. Ma come mai? Come agisce il sale?

Ecco perché non si deve mai esagerare con il sale, lo studio

Per rispondere a questa domanda gli scienziati americani della Vanderbilt University hanno elaborato lo studio di cui parliamo oggi. Gli scienziati sono partiti dalla considerazione che, dopo aver consumato anche un solo pasto con sale aggiunto tale da superare i livelli giornalieri raccomandati, nel 50% delle persone ipertese e nel 25% delle persone con livelli di pressione normali si osserva una risposta eccessiva dell'organismo sotto forma di aumento significativo della pressione sanguigna, capace anche, in alcuni casi, di mettere a rischio la salute del cuore. Quindi, questo significa che esiste una qualche modifica all'interno dell'organismo che si osserva in alcune persone e non in altre, capace di spiegare questa sensibilità al sale. Lo studio si è svolto in laboratorio e ha permesso di osservare che il sodio contenuto nel sale stimola l'attivazione dell'inflammasoma NLRP3, che è un complesso multiproteico. A sua volta, questo inflammasoma stimola il rilascio di sostanze pro infiammatorie a cui è legato l'aumento della pressione sanguigna. Quindi, questo è quello che accade nel nostro corpo dopo un pasto salato in presenza di sensibilità al sale. Degno di nota il fatto che la rimozione di questo inflammasoma ha eliminato anche la sensibilità al sale con successivo aumento della pressione sanguigna.

Conclusioni

Lo studio apre la strada a nuovi e importanti scenari che permetteranno, in futuro, di valutare la personale sensibilità al sale e così l'effettivo rischio cardiovascolare. In attesa che la scienza faccia il suo corso, è importante capire che il consumo anche solo di un pasto a cui è stato aggiunto sale in una quantità tale da superare i 2 grammi di sodio al giorno può, sia in presenza di pressione alta che normale, aumentare in modo significativo la pressione sanguigna con conseguenze che possono essere, come indicano gli stessi autori dello studio, l'insorgenza improvvisa di infarti e ictus. Pertanto, è importante non eccedere mai con il sale, preferire i sapori naturali e, semmai, optare per alternative al sale raffinato, come i sali integrali e le spezie. I sali non lavorati, come il sale marino integrale, hanno un minor apporto di sodio in quanto contengono anche altri minerali come il solfato di magnesio e di calcio, il cloruro di potassio e di calcio. Le spezie, come il peperoncino, l'aglio, la curcuma, il pepe e il basilico aiutano a insaporire il piatto e non fanno sentire la mancanza del sale, oltre ad apportare sostanze antiossidanti e antinfiammatorie!

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