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Mantenersi idratati per proteggere il cuore

Mantenersi idratati per proteggere il cuore

Di cosa non potrebbe fare a meno il nostro corpo? Dell'acqua. Infatti, il nostro corpo è composto per il 50-55% di acqua, l'acqua è indispensabile per regolare la temperatura corporea e il transito di nutrienti dentro la cellula. Non solo, l'acqua favorisce la digestione e il lavoro dei reni e una giusta idratazione fa lavorare bene il cervello. Ma non è finita qua, quando ci manteniamo idratati stiamo in realtà proteggendo anche il nostro cuore dal rischio di infarto, come testimonia una recente ricerca presentata all'ESC Congress 2021 da parte di un team del National Institutes of Health, Bethesda, US.

Acqua, quanto berne e rischi della disidratazione

Per quanto riguarda le donne, la raccomandazione è di assumere da 1,6 a 2,1 litri di liquidi al giorno. Per quanto riguarda gli uomini, invece, la raccomandazione è di assumere da 2 a 3 litri di liquidi al giorno. Tuttavia, nonostante queste linee guida, un numero sempre crescente di persone non raggiunge la quantità di liquidi consigliata. Il problema è che quando si beve poco aumenta nel sangue la quantità di sodio. A questo punto il corpo cerca di trattenere l'acqua attivando processi che contribuiscono, sul lungo periodo, all'insorgenza di problemi cardiovascolari.

La corretta idratazione deve essere costante

Quello che si potrebbe pensare è che i livelli di sodio possano fluttuare, aumentando o diminuendo in base alla quantità di liquidi assunti. In realtà questo non è vero, infatti, i livelli di sodio tendono a rimanere pressoché costanti a lungo rispecchiando, più che la quantità di liquidi assunta nella giornata, l'assunzione abituale di liquidi. Quindi, se tendiamo a bere poco e per un paio di giorni beviamo di più, difficilmente la nostra quantità di sodio nel sangue diminuirà.

Se bevi meno aumenta il rischio cardiovascolare?

Pertanto, i ricercatori si sono chiesti se la quantità di sodio nel sangue potesse essere rilevante per valutare il rischio cardiaco. Per arrivare ad una risposta sono stati analizzati i dati riguardanti lo stato di salute e i valori di sodio nel sangue di 15792 adulti, partecipanti ad un grande studio chiamato Atherosclerosis Risk in Communities (ARIC) study e tutti di età compresa tra 44 e 66 anni. I volontari sono stati seguiti per 25 anni. Dal confronto dei dati, quello che è emerso è che alti valori di sodio riscontrati durante la mezza età hanno portato poi, 25 anni dopo, ad un rischio aumentato di sviluppare malattie cardiache, anticamera dell'infarto, e infarto vero e proprio.

Bere acqua sempre, berla a tutte le età

Pertanto, ecco perché è importante bere, bere sempre e a tutte le età, acqua, tisane, acque aromatizzate o assumere alimenti ricchi di acqua. Infatti, la salute che avremo tra diversi anni ce la stiamo costruendo adesso, come testimonia questa ricerca. E mantenersi idratati, rendendola una sana abitudine quotidiana, aiuta a scacciare il rischio di infarto.
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