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Olio di pesce per dormire meglio

Olio di pesce per dormire meglio

La dieta può influenzare la qualità del sonno. Infatti, come forse abbiamo potuto sperimentare di persona, un’alimentazione elaborata ricca di grassi e zuccheri può disturbare il sonno, mentre esistono alcuni nutrienti, come la vitamina D, B12, ma anche magnesio e zinco, e alimenti, quali kiwi, latte e amarene, che, invece, possono promuovere un buon riposo. Da oggi sappiamo che anche l’olio di pesce può essere un valido aiuto per migliorare il sonno, come dimostrato da una recentissima ricerca scientifica pubblicata pochi giorni fa sulla rivista Nutrients grazie al lavoro di un team inglese (Patan et al, Nutrients, Jan 2021).
Gli acidi grassi polinsaturi EPA e DHA appartengono alla famiglia degli omega 3 e si trovano nel pesce azzurro, nel salmone e nel krill. Questi due acidi grassi essenziali determinano il buon funzionamento di diversi sistemi, compresi il cervello e il sistema nervoso. Tuttavia, sono pochi gli studi volti a comprendere l’effetto di questi due acidi grassi sulla qualità del sonno. Pertanto i ricercatori hanno analizzato questo aspetto. Per fare questo, sono stati reclutati 84 giovani adulti di età compresa tra i 25 e i 49 anni, tutti in buona salute, non fumatori e non ipertesi. In più, nessuno dei partecipanti allo studio aveva l’abitudine di consumare olio di pesce, che è una preziosa fonte di EPA e DHA. I ricercatori hanno diviso i volontari in tre gruppi, al primo gruppo è stato chiesto di assumere ogni giorno per 6 mesi 900 mg di DHA e 270 mg di EPA, suddivisi in tre dosi giornaliere e assunti sotto forma di capsule. Il secondo gruppo ha assunto ogni giorno e per lo stesso periodo di tempo 360 mg di DHA e 900 mg di EPA, sempre suddivisi in tre dosi. Infine, il terzo gruppo ha assunto un placebo dato da tre capsule di olio evo. In questo modo era possibile per i ricercatori osservare gli effetti diversi dei due acidi grassi EPA e DHA sul sonno. Per tutta la durata dell’esperimento i partecipanti allo studio dovevano tenere un diario in cui riportare sensazioni e possibili reazioni. In più, i volontari dovevano indossare per tutte le 24 ore un actigrafo, che è una specie di orologio usato per studiare il sonno, L’actigrafo, infatti, registra i movimenti del corpo e identifica le fasi di sonno e veglia. Al termine dell’esperimento, quello che è emerso è che in entrambi i gruppi che avevano assunto gli acidi grassi EPA e DHA era stato rilevato dall’actigrafo un miglioramento del sonno, con un aumento del tempo trascorso a letto da addormentati e con una riduzione del tempo impiegato ad addormentarsi.
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