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Più magnesio per contrastare le demenze

aprile 10, 2023
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Più magnesio per contrastare le demenze

Mangiare più alimenti contenenti magnesio può essere un ulteriore aiuto per proteggere il nostro cervello dalle neurodegenerazioni. E prima si inizia meglio è, dal momento che questa protezione non è immediata ma agisce negli anni a venire. Questo importantissimo risultato è emerso da una recente ricerca scientifica, pubblicata poche settimane fa sulla rivista European Journal of Nutrition da un gruppo di scienziati della Australian National University con sede a Canberra (Alateeq et al, European Journal of Nutrition, 2023).

La lotta alla demenza passa dalla prevenzione

La lotta alla demenza sarà la sfida per gli anni a venire e sempre più studi stanno facendo emerge l'importanza che ogni lotta deve partire da una robusta attività di prevenzione. Prevenire quindi le neurodegenerazioni in attesa che la scienza possa trovare finalmente una cura, ecco la strada che al momento sembra delinearsi. In particolare, gli scienziati si stanno focalizzando su quelli che vengono definiti i fattori di rischio modificabili, che sono quindi sotto il nostro controllo. Allo stato attuale sono stati isolati diversi fattori che, però, coprono solo il 40% dei casi non attribuibili alla genetica. Questi fattori sono l'ipertensione, problemi all'udito, scarsa istruzione, intesa come scarso interesse a informarsi e studiare, anche negli anni dopo la scuola, fumare, obesità, depressione, inattività fisica, diabete, scarsi contatti sociali, eccessivo consumo di alcolici, traumi cranici e inquinamento. Si sa poi che seguire una dieta il più possibile in accordo con le linee guida della Dieta Mediterranea può, per la sua azione antinfiammatoria e antiossidante, ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer e demenza. In ogni caso, anche se molto è stato fatto per capire i fattori di rischio sotto il nostro controllo, sapere che quelli certi fino ad ora coprono solo il 40% dei casi fa capire che molto lavoro è ancora da svolgere per fare piena luce sulla prevenzione alle neurodegenerazioni. Nella ricerca di cui parliamo oggi gli scienziati approfondiscono il ruolo del magnesio contro le demenze.

Magnesio e cervello, cosa sappiamo

Il magnesio è sotto la lente di ingrandimento degli scienziati già da qualche anno per la sua presunta capacità di ridurre il rischio di neurodegenerazioni. Studi precedenti avevano potuto mostrare che una presenza elevata di magnesio a livello cerebrale aiuta a contrastare i danni dei radicali liberi e l'infiammazione, stimola la neuroplasticità e riduce il rischio di neurodegenerazioni.

Non solo, altre ricerche avevano fatto emergere che le persone con una diagnosi di Alzheimer hanno anche bassi livelli di magnesio circolante.

Per quanto riguarda il magnesio assunto con l'alimentazione, ad oggi si sa che un consumo elevato di alimenti contenenti magnesio sembra proteggere dal rischio di sviluppare lieve decadimento cognitivo, uno dei possibili rischi per lo sviluppo della demenza vera e propria.

Pertanto, visti questi risultati, il magnesio sembra davvero essere neuroprotettivo. I ricercatori australiani hanno cercato di comprendere fino a che punto il magnesio assunto con la dieta, che è un fattore direttamente modificabile, possa ridurre il rischio di demenza e quanto impiega il magnesio ad agire sul cervello.

Il magnesio riduce il rischio di neurodegenerazioni, lo studio

Gli scienziati si sono basati sui dati contenuti nel database UK Biobank di più di 6000 persone, di età compresa tra 40 e 73 anni e seguiti negli anni dal reclutamento fino ad oggi. A tutti i volontari è stato chiesto di compilare più volte un questionario riguardante le abitudini alimentari con lo scopo di stimare l'apporto di magnesio attraverso la dieta. Di tutti i volontari erano stati forniti anche gli esiti di risonanze magnetiche nucleari compiute negli anni e i valori di pressione sanguigna. Quello che è emerso è che coloro che consumavano quantità maggiori di alimenti contenenti magnesio presentavano un volume cerebrale maggiore e meno danni alla sostanza bianca, condizioni associate a invecchiamento cerebrale, ma anche demenza e depressione. Insomma, chi mangia più alimenti contenenti magnesio ha un cervello più giovane. Questo effetto benefico è stato osservato in diverse aree cerebrali, tra cui l'ippocampo, che è la parte del cervello che partecipa alla memoria ed è anche una delle prime aree colpite in caso di Alzheimer.

Non solo, gli scienziati sono anche riusciti a dimostrare due cose. La prima è che per avere un maggiore effetto protettivo occorrerebbe consumare una quantità di magnesio superiore ai livelli considerati normali, la seconda è che l'azione del magnesio è negli anni e non è immediata. Infatti, benefici maggiori si sono osservati in individui che presentavano all'inizio dello studio, e verosimilmente anche negli anni precedenti la ricerca, elevati livelli di magnesio assunto con la dieta, anche più di 550 mg al giorno. Anche se questi elevati livelli di magnesio negli anni sono risultati diminuiti i benefici si sono comunque apprezzati e sono risultati maggiori rispetto a coloro che invece avevano mantenuto stabili i livelli di magnesio intorno al range considerato normale, circa 350 mg al giorno. Quindi, per riassumere i risultati, è meglio assumere quantità più elevate di magnesio e fin da giovani per garantirsi un maggiore effetto neuroprotettivo. Dal momento che i livelli di magnesio assunti con la dieta non sono risultati connessi con la pressione sanguigna, gli scienziati ritengono che l'azione benefica del magnesio avvenga attraverso la riduzione della neuroinfiammazione.

Magnesio, in quali alimenti è contenuto

Via libera quindi agli alimenti contenenti magnesio, che, negli anni, protegge il cervello e riduce il rischio di neurodegenerazioni. Ma quali sono questi alimenti? I cibi maggiormente ricchi di magnesio sono le verdure a foglia verde come gli spinaci, ma anche i legumi, come i fagioli neri, i semi, come i semi di lino, di zucca, di sesamo e di girasole, la frutta secca, come le mandorle e gli anacardi, le banane, il cioccolato fondente e i cereali integrali, come riso integrale e avena.

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