Può un eccesso di zuccheri causare aggressività, impulsività, ADHD e disturbo bipolare?

Merendine, dolcetti confezionati, succhi ma anche cracker e salse, a volte questi alimenti possono nascondere un’insidia, il fruttosio. Il fruttosio è uno zucchero che si trova naturalmente presente nella frutta, come suggerisce il nome. Tuttavia, l’industria dolciaria e dell’alimentazione a volte fa largo uso, in alcuni casi un vero e proprio eccesso, di fruttosio, aggiungendolo alle preparazioni per dare più gusto e sfruttando il fatto che ha un indice glicemico molto basso. Tuttavia, il fruttosio ha degli effetti da non trascurare. Infatti, il fruttosio, quando assunto in alte quantità, può aumentare sovrappeso e obesità, può causare la resistenza all’insulina, problemi al fegato e, come indicato da una recente ricerca scientifica, può contribuire ad aumentare irritabilità ed aggressività. Lo studio in questione è stato pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behaviour da parte di un team della University of Colorado Anschutz Medical Campus (Johnson et al, Evolution and Human Behaviour, Oct 2020).
Studi precedenti hanno osservato che il fruttosio innesca un meccanismo legato alla sopravvivenza per cui l’apporto di energia alle cellule viene ridotto e viene dato ordine al corpo di accumulare grasso come riserva per periodi di carestia. Pertanto, questo processo è assolutamente naturale e, nei casi in cui il cibo a disposizione era poco, come poteva avvenire per i nostri antenati, anche benefico e capace di garantire la sopravvivenza. Tuttavia, al giorno d’oggi, il mondo occidentale vive una situazione in cui la carenza di cibo non è un problema, anzi, spesso abbiamo a disposizione più cibo di quanto il nostro corpo richieda. Non solo, soprattutto negli ultimi anni l’industria alimentare ha immesso sul mercato alimenti molto lavorati che contengono alte quantità di zuccheri, come il fruttosio, per migliorare il sapore del cibo ma anche creare una sorta di dipendenza al prodotto. Ebbene, gli scienziati sono arrivati alla conclusione che questo eccessivo aumento di fruttosio proveniente da alimenti lavorati possa aver sovra attivato il meccanismo di sopravvivenza. Si innescano così dei processi che fanno credere al corpo di trovarsi in carenza di cibo e che occorre agire rapidamente, aumentando la componente aggressiva volta a procacciare il cibo.
I ricercatori ritengono che l’eccesso di fruttosio possa contribuire a problematiche di diverso tipo, come disturbi di deficit dell’attenzione e iperattività, o ADHD, disturbo bipolare, aggressività, come già accennato, ma anche decisioni affrettate, impulsività e imprudenza. Queste considerazioni chiaramente non intendono dare la colpa al fruttosio in caso di comportamenti aggressivi, né intendono non prendere in considerazione anche la familiarità e l’ambiente, ma certamente l’alto apporto di fruttosio tipico della dieta Occidentale può giocare un ruolo nell’insorgenza di questi disturbi.
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