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Se dormi bene tieni alla larga le neurodegenerazioni

Se dormi bene tieni alla larga le neurodegenerazioni

Garantirsi un sonno riposante, regolare e di qualità, è proprio questa la chiave per la salute di corpo e mente. Infatti, un buon sonno, regolare e ristoratore non è legato solo alla salute del sistema immunitario, al nostro umore e alla nostra attenzione durante il giorno, ma anche alla salute del nostro cervello negli anni a venire, rappresentando una protezione anche da malattie neurodegenerative come l'Alzheimer. Questo emerge da una recentissima ricerca scientifica pubblicata sulla rivista PLoS Genetics da un team americano (Clark et al, PLoS Genetics, Feb 2022).

Il legame tra Alzheimer e ritmo circadiano

L'Alzheimer è una malattia degenerativa caratterizzata dalla contemporanea presenza di neuroinfiammazione e accumulo di proteine tau e beta amiloidi. Il nostro cervello è dotato di un sistema di difesa costituito da macrofagi, che sono cellule del sistema immunitario, proposte a rimuovere gli aggregati di proteine che potrebbero risultare tossici per il cervello. Tuttavia, può capitare che questo meccanismo di difesa si inceppi e che si abbia un accumulo di proteine beta amiloidi, aprendo così la strada all'Alzheimer. Allo stesso tempo, è stata osservata una distruzione dei ritmi circadiani. I ritmi circadiani sono un orologio biologico interno al nostro corpo che regola la produzione di enzimi e ormoni seguendo l'alternanza notte giorno. Il ritmo circadiano è quello che ci fa venire sonno alla sera quando cala la luce e ci fa alzare alla mattina pieni di energia quando entra la luce nella stanza. Al tempo stesso il ritmo circadiano regola anche il sistema immunitario. Ebbene, si è ipotizzato che l'alterazione del ritmo circadiano possa esser il fattore che causa l'Alzheimer, e non solo una sua conseguenza.

Ecco perché dormire in modo regolare è importante

Per approfondire questa ipotesi, i ricercatori dello studio di cui parliamo oggi hanno eseguito una serie di esperimenti in laboratorio. Quello che è emerso è che la capacità del nostro corpo di rimuovere gli aggregati di proteine beta amiloidi segue le oscillazioni circadiane. In particolare, è stato possibile osservare che il sistema circadiano stimola o, al contrario, inibisce, seguendo le fisiologiche oscillazioni durante la giornata, la formazione di particolari proteine sulla superficie dei macrofagi. Quando queste proteine sono presenti sulla superficie dei macrofagi allora la loro capacità di rimuovere le proteine beta amiloidi viene inibita. Al contrario, quando queste proteine non sono presenti, la capacità di rimuovere le proteine beta amiloidi è massima. Come conseguenza, appare chiaro che un'alterazione del ritmo circadiano porti a un'alterazione della formazione di questa proteina, che risulterebbe, in un meccanismo ancora non ben compreso, maggiormente presente, aprendo la strada a un progressivo accumulo di proteine beta amiloidi e quindi di aumento del rischio di Alzheimer. È importante sottolineare che l'alterazione del ritmo circadiano e del ritmo sonno veglia iniziano già anni prima che un'eventuale neurodegenerazione faccia la sua comparsa.

Conclusioni

Questo studio risulta entusiasmante e molto promettente e apre la strada a un approccio multi disciplinare nel trattamento dell'Alzheimer. In futuro, come sottolineano gli autori dello studio, sarà possibile elaborare trattamenti per regolarizzare il ritmo circadiano e aumentare le oscillazioni quotidiane, che tendono a ridursi con l'età. Al momento, in attesa che la scienza faccia il suo corso, è sicuramente importante mettere in atto ogni strategia per preservare una corretta alternanza sonno veglia, legata al ritmo circadiano di rilascio di enzimi e ormoni. Infatti, come abbiamo visto, la distruzione di questo delicato sistema di orologi interno inizia anni prima di sviluppare un'eventuale neurodegenerazione. È importate così garantirsi una routine sonno veglia il più possibile stabile, evita pasti pesanti alla sera, caffè e alcool e di lavorare fino a tarda ora, concentrando invece attività e lavoro durante le ore diurne, se possibile. Infine, cerca di svolgere una moderata attività fisica, possibilmente all'aria aperta durante il giorno.
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