Tè verde, la bevanda che contrasta le degenerazioni cellulari

Il tè verde ha in comune con il tè nero la pianta da cui viene ottenuto, la Camellia sinensis. Ma poi le somiglianze finiscono qui. Infatti, il diverso processo di produzione porta i due tè ad avere proprietà che differiscono e a fare del tè verde un vero elisir di salute, dalle proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, utili a tenere sotto controllo la pressione sanguigna, la glicemia, il peso corporeo e a supportare sia l’umore che la funzionalità cerebrale. Ma il tè verde avrebbe anche un’azione antitumorale, come provato da un articolo di poche settimane fa pubblicato sulla rivista International Journal of Molecular Sciences da parte di un team dell’Università polacca di Gdansk.
Il tè verde non viene sottoposto al processo di fermentazione, come invece accade con il tè nero. Ed è proprio questo a determinare, nel tè verde, una maggiore quantità di catechine, che sono potenti antiossidanti. L’azione delle catechine è volta a contrastare i danni dei radicali liberi e le degenerazioni cellulari. I radicali liberi, infatti, sono considerati essenziali nella fase iniziale e di successivo sviluppo dei tumori (Rios Arrabal et al, Springerplus, 2013). Le catechine si oppongono all’azione dei radicali liberi attraverso diversi effetti, tutti provati, come l’inibizione della divisione cellulare e l’induzione di enzimi antiossidanti. Non solo, è stato dimostrato che bere 4 tazze di tè verde ogni giorno per 4 mesi ha portato ad una riduzione, nel corpo, della presenza di 8-hydroxydeoxyguanosine, che è un indicatore dei danni al DNA causati dai radicali liberi. Il tè verde si considera un prezioso alleato nella lotta a diversi tipi di tumori come prostata, pancreas, seno e stomaco. Il tè verde, grazie alla sua azione antitumorale, è sicuramente un’ottima scelta per la prevenzione e per portare beneficio al proprio stile di vita, ma non sostituisce la terapia indicata dal medico.
Le qualità di tè verde con il più alto contenuto in catechine sono generalmente quelle giapponesi, esempi sono il tè Sencha, il Gyokuro, il matcha. Anche il tempo di infusione determina la quantità di catechine. Tra 60 e 70° C, la temperatura consigliata per mettere in infusione le foglie di tè verde, viene indicato di lasciare in infusione il tè almeno per 8-10 minuti (Beliveau e Gingras, L’alimentazione anti cancro). Infine, una raccomandazione. È sempre meglio preferire il tè verde assunto come infuso e non come integratore. Infatti, pochi anni fa l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, EFSA, ha indicato in un report che gli integratori, a causa dell’elevato contenuto in catechine, a lungo andare potrebbero causare danni al fegato. Questo effetto non è riconducibile invece all’infuso di tè verde, considerato dall’EFSA assolutamente sicuro dal momento che la quantità di catechine è inferiore e inserita in una sinergia di sostanze benefiche (Younes et al, EFSA Journal, 2018).
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