Alimenti antinfiammatori Parte 2, i superfood antinfiammatori

Spezie, frutti, piante e condimenti ci vengono in aiuto per contrastare le infiammazioni che, se tendono a cronicizzarsi, favoriscono i processi di invecchiamento.
Le infiammazioni sono uno strumento che il nostro corpo ha a disposizione per combattere un’aggressione da parte di virus, batteri, cellule impazzite o tossine. Tuttavia esiste anche una forma di infiammazione non così benefica, più subdola, che persiste, lavora silente e continuamente, non mostra segni esteriori ma crea il terreno favorevole all’invecchiamento e a malattie ad esso correlate come artrite, diabete, tumori, demenze o malattie cardiovascolari. Sembra proprio che per far trascorrere gli anni rimanendo più sani e giovani bisogna cercare di contrastare il nemico numero uno, e cioè queste infiammazioni croniche. Nel post precedente abbiamo visto che alcune abitudini poco sane possono favorire il processo infiammatorio, come fumare, condurre una vita sedentaria, privilegiare cibi raffinati e zuccheri e in generale la dieta tipica della società moderna che prevede di mangiare in fretta, spesso cibi spazzatura, poca frutta e verdura ricche di antiossidanti. Queste abitudini andrebbero chiaramente evitate. E quali sono i nutrienti e i cibi invece da preferire per combattere le infiammazioni? Prima di vedere qualche consiglio di dieta esistono degli alimenti da introdurre che potrebbero dare davvero un grande aiuto per contrastare le infiammazioni (Monica Reinagel, The Inflammation-free diet plan, McGraw Hill, 2006). Per esempio l’olio di pesce che è capace di apportare un alto contenuto di acidi grassi omega 3 dall’azione antinfiammatoria. L’olio di pesce si assume come integratore, in perle, ma attenzione se stai già prendendo farmaci, in questo caso è sempre bene consultare il tuo medico prima di iniziare il trattamento per evitare interazioni. Anche introdurre il pesce, come sardine o salmone, un paio di volte a settimana è una sana abitudine anti infiammatoria per garantirsi un apporto di omega 3. Poi, come non ricordare la curcuma? La curcuma ha un principio attivo, la curcumina, dall’azione antinfiammatoria e anticancro provata da studi scientifici (Goel et al, Cancer Letters, 2001 o anche Jurenka et al, ALtern Med Rev, 2009). Tuttavia, la curcumina viene assorbita con difficoltà, perché superi quindi la barriera dello stomaco è bene mescolarla a un grasso, come l’olio d’oliva, e il pepe nero, che ne aumenta l’assorbimento (Shoba et al, Plant Med, 1998), quindi puoi unire un cucchiaino di curcuma, un filo d’olio evo e un paio di macinate di pepe nero e versare questo condimento sull’insalata. Altre spezie dal potere antinfiammatorio sono la cannella (Gunawardena et al, Food Funct, 2015), lo zenzero, il pepe, l’aglio, il peperoncino, ma anche alcune sostanze contenute in verdura e frutta, come per esempio la bromelina, che si trova principalmente nel gambi dell’ananas fresco, e poi il ginkgo biloba, capace di combattere l’infiammazione e aumentare la circolazione sanguigna soprattutto a livello cerebrale, o l’ortica, utile contro le allergie o le infiammazioni alla prostata (Monica Reinagel, The Inflammation-free diet plan, McGraw Hill, 200). Infine, un alimento da non dimenticare ma da usare con grande frequenza nella propria dieta è di certo l’olio extra vergine di oliva, dalle provate proprietà antinfiammatorie (Luca et al, Curr Pharm Des, 2011). Nel prossimo post vedremo invece quali altri cibi preferire e quali invece limitare per contrastare le infiammazioni.
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