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Alimenti antinfiammatori Parte 4, introduzione alla Mind Diet

Alimenti antinfiammatori Parte 4, introduzione alla Mind Diet

Diversi studi scientifici si sono occupati delle infiammazioni, qui vediamo la Mind Diet elaborata proprio per contrastare i focolai di infiammazioni cronica e l’Alzheimer.
Le infiammazioni croniche e i metodi per sconfiggerle in modo da rimanere più giovani e più sani più a lungo, come descritto nei post precedenti sull’argomento, sono oggetto di diversi studi scientifici. Se la Harvard Medical School ha individuato gli alimenti da favorire e altri da limitare un’altra ricerca condotta dalla Rush University Medical Center di Chicago ha invece elaborato una dieta, chiamata Mind Diet, che, si ritiene, sia in grado di contrastare i radicali liberi e le infiammazioni (L’età non è uguale per tutti, Eliana Liotta). Questa dieta si ispira alla dieta mediterranea, conosciuta in tutto il mondo e apprezzata per il suo effetto anti diabete e benefico sul cervello (Salas-Salvado, Diabetes Care, 2011 e anche Sofi et al, Am J CLin Nutr, 2010), e alla dieta Dash (Dietary Approaches to Stop Hypertension), creata anni fa per contrastare l’ipertensione (Saneei et al, Nutr Metab Cardiovasc Dis, 2014), ed è stata studiata per verificare il suo effetto sul cervello e, in particolare, sul rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. I ricercatori hanno seguito 960 persone dai 58 anni in su per circa 5 anni, ed effettivamente questa dieta ha mostrato risultati davvero promettenti migliorando la funzione cerebrale, rallentando il declino cognitivo con l’avanzare dell’età e proteggendo dal rischio di Alzheimer (Morris et al, Alzheimers Dement, 2015). Si tratta di una dieta non difficile da seguire in quanto molto elastica, infatti si limita a raccomandare un minimo di porzioni settimanali per gli alimenti più benefici e un massimo di porzioni per gli alimenti invece più rischiosi e infiammatori. I ricercatori di Chicago suggeriscono di introdurre almeno 6 porzioni a settimana di verdure a foglia verde come cavoli, tra cui anche il cavolo riccio, spinaci e insalate. Secondo la ricerca, una buona scelta alimentare potrebbe essere quella di inserire 1 volta al giorno verdure non amidacee come zucca, carote e finocchi. Almeno 2 volte a settimana sarebbero da prendere in considerazione i frutti di bosco come fragole, mirtilli e lamponi, e questa è la novità rispetto alla dieta mediterranea che invece suggerisce di introdurre frutta in generale. I frutti di bosco si sono rivelati invece specifici per ridurre il declino cognitivo negli adulti grazie ai polifenoli che contengono e alla loro capacità di proteggere dagli effetti dello stress (Devore et al, Ann Neurol, 2012 ma anche Willis et al, Curr Opin Clin Nutr Metab Care, 2009). Gli scienziati consigliano poi fino a 7 porzioni a settimana di frutta a guscio, variando tra noci, mandorle, arachidi, nocciole. Ma la lista non finisce qui, non perdere il prossimo post con l’ultima parte della dieta Mind.
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