Cavolo di Pechino

Ricco di vitamine, sali minerali, fibre e acido folico è anche una preziosa fonte di sostanze antiossidanti capaci di contrastare i tumori.
Il cavolo di Pechino, conosciuto anche come cavolo cinese, nome scientifico Brassica rapa subsp pekinensis, famiglia delle Brassicaceae o Crucifere, è un ortaggio originario della regione del Beijing, Cina, ma al giorno d’oggi è diffuso un po’ in tutto il mondo dall’Europa all’America e Australia. Si presenta con una forma allungata e foglie a strati di colore verde chiaro. Come tutti gli ortaggi della famiglia delle crucifere anche questo tipo di cavolo contiene antiossidanti e glucosinolati, sostanze che la pianta sviluppa per proteggersi dalle aggressioni esterne. I glucosinolati non sono solo sostanze protettive indispensabili per la pianta ma anche per l’uomo. Infatti, quando mastichiamo questo ortaggio rompiamo i tessuti della pianta e questo innesca una reazione che porta alla formazione, partendo proprio dai glucosinolati, di altre sostanze chiamate isotiocianati, che hanno dimostrato una potente azione antitumorale, inducendo l’apoptosi, cioè la morte, delle cellule tumorali (Yun-xiang Zang et al, J Zhejiang Univ Sci B, Aug 2015). Non solo, in base a studi scientifici (Seong GU et al, Food Chem, May 2016), sono le foglie più esterne del cavolo di Pechino ad avere un’azione antiossidante più forte dal momento che proprio in queste foglie si trova il più alto contenuto di sostanze antiossidanti, che poi diminuiscono man mano che si procede verso le foglie più interne. Oltre a queste importantissime proprietà, il cavolo di Pechino apporta anche vitamine quali la C, gruppo B e A, acido folico, sali minerali come magnesio, ferro, fosforo, potassio, sodio e zinco oltre che fibre per supportare il buon funzionamento del tratto intestinale (USDA Database). E per quanto riguarda i modi con cui portare in tavola il cavolo di Pechino? Certamente una buona soluzione, che preserva anche tutti i nutrienti, è proporlo crudo in insalata dopo aver sminuzzato con le mani le sue foglie. Altrimenti, un’alternativa gustosa e sana è rappresentata da una veloce cottura sul wok fino a 8 minuti. Infatti, mentre la bollitura riduce la quantità di glucosinolati presenti, la cottura sul wok riesce a conservarli, come dimostrato da uno studio scientifico (Nugrahedi et al, Plant Foods Hum Nutr, Nov 2017).
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