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Curcuma, ecco perché non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole

Curcuma, ecco perché non dovrebbe mai mancare sulle nostre tavole

Azione antiossidante e antinfiammatoria, aiuta in caso di infezione da Covid 19 in fase acuta e nel Long Covid, attenua coliti, artrite e arteriosclerosi, proprietà antitumorali, protegge la salute femminile attenuando sindrome premestruale e dismenorrea
Viene chiamata la spezia d'oro o lo zafferano delle Indie da tanto è preziosa, stiamo parlando della curcuma, utilizzata e apprezzata da secoli. Ma, forse, solo negli ultimi anni abbiamo potuto davvero farci un'idea su quanto questa spezia sia importante. Infatti, numerose ricerche scientifiche sono state dedicate alla curcuma ed è emerso che la spezia si caratterizza per proprietà antinfiammatorie, antiossidanti, neuroprotettive, antiobesità, antivirali e antibatteriche, con qualche piccolo accorgimento.

Il problema della curcuma e come superarlo

Intorno alla curcuma l'entusiasmo era un po' calato quando è emerso che i suoi principi attivi superano con molta difficoltà la barriera dello stomaco, rendendo così la spezia, usata da sola, non molto utile per la salute. Tuttavia, studi successivi hanno mostrato che è possibile aumentare la disponibilità dei principi attivi della curcuma e permettere loro di superare la barriera dello stomaco associando la curcuma a un grasso, come l'olio evo, e al pepe nero. Ecco che allora un ottimo condimento per l'insalata è dato da un cucchiaino di curcuma, un filo d'olio evo e una macinata di pepe. Anche negli integratori in commercio è sempre più facile reperire l'associazione curcuma e pepe nero. Quindi, una volta capito come massimizzare le proprietà della curcuma, possiamo discutere dei risultati delle più recenti ricerche scientifiche, per poter stare aggiornati su cosa può fare la curcuma per la nostra salute.

Curcuma, Covid 19 e Long Covid

L'infiammazione e un elevato numero di sostanze pro infiammatorie circolanti determinano la gravità dei sintomi causati dall'infezione da Covid 19 in fase acuta ma anche la possibilità di sviluppare, anche dopo qualche mese essere guariti, il cosiddetto Long Covid. Il Long Covid può manifestarsi con annebbiamento mentale, dolore ai muscoli e alle articolazioni, stanchezza e difficoltà a respirare. Pertanto, riuscire a contenere i livelli di infiammazione, evitando che esplodano, diventa basilare per trattare la malattia. La curcumina, che è il più importante principio attivo della curcuma, mostra una potente azione antinfiammatoria. Pertanto, diversi studi hanno cercato di capire se l'integrazione di questa sostanza possa risultare di aiuto. In effetti, nei pazienti che avevano assunto la curcumina, è stata osservata una riduzione dell'infiammazione e dei tempi richiesti per la risoluzione di sintomi come la tosse, dolori, perdita dell'olfatto (Vahedian Azimi et al, Nutrients, 2022). Anche l'assunzione di curcuma, e non solo del suo principio attivo, ha mostrato di portare beneficio in caso dei due principali sintomi del Covid, la perdita del gusto e dell'olfatto. In questo caso, un piccolo studio ha dimostrato che la curcuma, in combinazione con il pepe nero, ha permesso di portare veloci miglioramenti in persone che, in seguito all'infezione da covid, avevano perso temporaneamente gusto e olfatto (Chabot et al, Cureus, 2021).

Curcuma e salute femminile

Studi hanno dimostrato che l'assunzione di curcuma, sempre in associazione a pepe nero, ha migliorato i sintomi connessi a sindrome premestruale e dismenorrea grazie alla regolazione della vitamina D. Infatti, bassi livelli di vitamina D sono collegati ad un aumentato rischio di presentare mestruazioni dolorose e sindrome premestruale. Invece, la curcuma ha permesso di aumentare i livelli di vitamina D e con questi di migliorare la sindrome premestruale e la dismenorrea (Arabnezhad et al, BMC Complement Med Ther., 2022).

Curcuma contro le degenerazioni cellulari

Numerosi studi sono in corso o si sono appena conclusi con lo scopo di valutare l'azione antitumorale della curcuma. E in effetti, questa spezia si è rivelata un'alleata contro i tumori, agendo su diversi fronti e modificando sia l'ambiente, rendendolo meno favorevole alla proliferazione tumorale, sia la crescita tumorale stessa. Infatti, la curcuma ha mostrato di stimolare l'apoptosi, e cioè la morte programmata, delle cellule malate, oltre che ridurre lo stress ossidativo e l'infiammazione (Zoi et al, Biomedicines, 2021).

Curcuma e malattie di origine infiammatoria

La curcuma, agendo da antinfiammatorio, ha mostrato di attenuare la colite e in generale le malattie infiammatorie intestinali. Non solo, la curcuma aiuta anche in caso di artrite, diminuendo i dolori e l'infiammazione delle giunture. E non è finita qua, la curcuma, contrastando l'infiammazione, si è dimostrata anche benefica a trattare l'arteriosclerosi. Infatti, nell'arteriosclerosi, l'infiammazione gioca un ruolo centrale nella formazione delle placche (Peng et al, Drug Des Devel Ther, 2021).

Curcuma, avvertenze

Molti studi si sono focalizzati sugli effetti di grandi quantità di curcuma o curcumina assunti sotto forma di integratori. Qualora si decida di assumere la curcuma sotto forma di integratori è importante parlarne sempre con il proprio medico in quanto, sul lungo periodo e in grandi quantità, come avviene appunto negli integratori, la curcuma potrebbe portare ad una riduzione del ferro. Non solo, la curcuma è anche anticoagulante e potrebbe interferire con alcuni farmaci utilizzati. In generale, è sempre meglio includere la curcuma nella dieta, con l'accorgimento di abbinarla a olio evo e pepe nero, e integrarla in un'alimentazione sana e varia, senza eccessi.
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