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Glutatione, re degli antiossidanti e potente alleato contro i radicali liberi e le infezioni virali

Glutatione, re degli antiossidanti e potente alleato contro i radicali liberi e le infezioni virali

Potente azione antiossidante e antinfiammatoria, stimola le difese, antivirale, inibisce la proliferazione virale, riduce il rischio di neurodegenerazioni, tumori e diabete
Il nemico numero uno della nostra salute sono i radicali liberi. I radicali liberi sono quelle sostanze rilasciate dal corpo in particolari condizioni di stress, infiammazione, esposizione a raggi UV, radiazioni, inquinamento, metalli pesanti o come conseguenza di processi fisiologici quali la respirazione cellulare. I radicali liberi, se in eccesso, possono causare danni agli organi e degenerazioni cellulari. Studi hanno avuto modo di far emergere che anche le conseguenze più gravi dell'infezione da nuovo coronavirus sono da ricondursi proprio a un eccesso di radicali liberi, favorito da un rapido aumento di sostanze infiammatorie rilasciate dal corpo per far fronte alla minaccia del virus (Nair et al, Saudi J Anaesth, 2021). In generale, però, queste sostanze dannose non sono libere di agire e il nostro corpo può vantare dei preziosi alleati, chiamati antiossidanti.

Il ruolo degli antiossidanti e l'importanza del glutatione

Esistono due tipi di antiossidanti, gli antiossidanti enzimatici, quali il glutatione, e gli antiossidanti non enzimatici, quali vitamina C, E, melatonina, carotenoidi e flavonoidi. In particolare, un ruolo dominante nella lotta ai radicali liberi viene giocato proprio dal glutatione, che, però, in caso di produzione incontrollata di radicali liberi, si riduce, esponendo la persona a immunosoppressione, danni agli organi ed eventi trombotici (Nair et al, Saudi J Anaesth, 2021). Con questo non stiamo affermando che è sufficiente assumere grandi quantità di antiossidanti, e di glutatione, per evitare complicazioni in caso di infezione virale e in generale di minaccia alla nostra salute. Semplicemente vogliamo indicare che l'assunzione di antiossidanti, attraverso la dieta o, in caso di aumentato fabbisogno che deve essere definito da un medico, di integratori, può mettere il nostro corpo nelle migliori condizioni per rispondere a eventuali attacchi, di qualsiasi tipo essi siano. Oggi vediamo di approfondire il ruolo del glutatione, chiamato anche il re degli antiossidanti, cercando di capire anche la sua azione protettiva nel caso del nuovo coronavirus.

Glutatione e le sue proprietà antivirali

Come accennato, il glutatione è uno dei principali antiossidanti impiegati nella lotta ai radicali liberi nel corpo. Inoltre, il glutatione è in grado di supportare le naturali difese immunitarie, ha proprietà antivirali, inibendo la proliferazione virale, e antinfiammatorie e stimola i processi di disintossicazione da tossine e metalli pesanti come il mercurio (Nair et al, Saudi J Anaesth, 2021 – Minich et al, Nutrients, 2019Pasini et al, Antioxidants, 2021). Il glutatione si riduce con gli anni, in caso di malattie come il diabete, nei fumatori e in chi segue una dieta sbilanciata con uno scarso apporto di frutta e verdura. Questa riduzione pone quindi la persona a rischio di sviluppare malattie con decorso importante (Nair et al, Saudi J Anaesth, 2021). Bassi livelli di glutatione sono anche collegati ad altre condizioni, come neurodegenerazioni, diabete, malattie epatiche, ma anche tumori (Minich et al, Nutrients, 2019).

Glutatione e integratori

Dati i benefici del glutatione, è stato proposto che l'ottimizzazione dei suoi livelli sia la chiave per mantenere la salute e prevenire diverse malattie. Il glutatione può essere assunto sotto forma di integratore. Tuttavia, non si è ancora giunti a un accordo circa il dosaggio e la forma. Alcuni studi, infatti, indicano che il glutatione assunto oralmente non superi la barriera dello stomaco, altri invece hanno osservato un aumento dei livelli di glutatione nel corpo in seguito all'assunzione di integratori. In generale, sembra che la forma liposomiale del glutatione sia da preferire in quanto in questo modo ne aumenta la sua assorbibilità. Il problema si pone poi con il dosaggio in quanto ancora non si è riusciti a stabilire la quantità per cui il glutatione agisca come immunostimolante e antinfiammatorio senza causare effetti collaterali. Uno di questi è il famoso paradosso degli antiossidanti, per cui sopra certi livelli gli antiossidanti non agiscono più contro i radicali liberi ma possono persino causare danni. Al momento si ipotizza unicamente che l'assunzione di glutatione in una quantità da 500 mg a 2 g al giorno possa aumentare le difese e ridurre il rischio di infiammazione eccessiva e danni agli organi in caso di pazienti ospedalizzati per infezione da nuovo coronavirus (Nair et al, Saudi J Anaesth, 2021).

Glutatione e dieta

Al di là degli integratori, il cui ruolo è ancora da definire e che in ogni caso devono essere prescritti da un medico, un modo per ottimizzare i livelli di glutatione è la dieta. Per prima cosa, dal momento che i precursori del glutatione sono gli amino acidi, una dieta povera di proteine può causare una diminuzione in questo importante antiossidante (Minich et al, Nutrients, 2019). Sembra, in particolare, che gli alimenti contenenti l'amino acido cisteina siano i i più efficaci ad aumentare i livelli di glutatione. Esempi di questi alimenti sono, i latticini ma anche lenticchie, pesce, semi di girasole e avena. Non solo, anche gli omega 3 possono giocare un ruolo importante nella sintesi del glutatione. Infatti, come l'infiammazione può ridurre i livelli di questa sostanza, i nutrienti dall'azione antinfiammatoria, come gli omega 3, possono favorirne il rilascio, come dimostrato da studi scientifici (Minich et al, Nutrients, 2019). Anche alcune vitamine possono contribuire a favorire la sintesi del glutatione. Per esempio, un ruolo viene giocato dalle vitamine B, C ed E. Da sottolineare che anche il selenio, contenuto nei cereali integrali e nelle noci del Brasile, stimola la produzione di glutatione (Minich et al, Nutrients, 2019). Molto importante è poi il ruolo giocato dalle crucifere, grazie al loro contenuto in sulforafano, e dal tè verde che stimolano il rilascio di glutatione (Minich et al, Nutrients, 2019). Infine, anche la curcuma è associata ad un aumento dei livelli di glutatione. Da qui l'importanza di seguire una dieta varia e bilanciata, che includa frutta, anche frutta secca, verdure, cereali integrali e legumi.
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