INCI dei cosmetici, sai cosa ti spalmi Parte 5, i conservanti parabeni e quaternium

L’inci dei cosmetici aiuta a capire quali sostanze compaiono nel prodotto, qui vediamo in dettaglio come riconoscere i parabeni, l’EDTA e i quaternium, sostanze conservanti che però sarebbe bene evitare.
Siamo talmente abituati a spalmare una crema o applicare uno shampoo che spesso non badiamo né al gesto né a quello che effettivamente stiamo mettendo sulla pelle, guardando unicamente a quello che la pubblicità di quel prodotto promette. Pelle luminosa e giovane, capelli lucidi e setosi! Quante volte abbiamo letto queste frasi sulla confezione di un prodotto ma ecco che puntualmente torna quello sfogo sulla cute, la pelle diventa sempre più asfittica, fanno la loro comparsa i foruncoli e i capelli diventano pesanti. Spesso sono proprio i prodotti che usiamo che, a causa di alcuni ingredienti che contengono, possono risultare comedogenici o irritanti. Nel post precedente abbiamo introdotto i conservanti, proseguiamo a descrivere questa classe di sostanze.

Conservanti

Ogni prodotto cosmetico che contiene acqua deve anche contenere delle sostanze conservanti dall’azione battericida e anti muffa per evitare conseguenze sulla pelle come irritazioni o allergie. Nel post precedente abbiamo visto due sostanze molto usate dai cosmetici convenzionali, l’alcol etilico denaturato e il fenossietanolo, oggi vedremo i parabeni, l’EDTA e i quaternium. I parabeni, sostanze ricavate dalla condensazione di un acido con un alcol, hanno un ampio spettro di azione contro batteri, lieviti e funghi, sono facili da produrre, poco costosi e pertanto usati in cosmesi. Ma hanno anche effetti non ancora molto chiari sul corpo umano e lo dimostrano gli innumerevoli studi scientifici che hanno come oggetto proprio queste sostanze. Quello che appare chiaro è che i parabeni, in seguito ad applicazioni topiche di cosmetici, superano la barriera della pelle e arrivano ai tessuti (Kirchhoff et al, Skin Therapy Lett, 2013). Già questo è un fatto che fa pensare, si è poi aggiunto il fatto che nei tessuti affetti da tumore al seno sono stati trovati parabeni (Darbre et al, J Appl Toxicol, 2004 e 2008). Allo stato attuale non è possibile stabilire se esista o meno un collegamento tra queste sostanze e tumori ma i parabeni sono classificati dall’Unione Europea come interferenti endocrini e questo significa che potenzialmente possono interferire con la produzione ormonale del corpo. Molte aziende hanno iniziato a produrre prodotti senza parabeni e il consiglio è, in generale e dove possibile, evitare queste sostanze. I nomi con cui i parabeni compaiono sono Methylparaben, Ethylparaben, Propylparaben, Butylparaben e Isopropylparaben. Comunque, anche l’Unione Europea ha iniziato a muoversi contro i parabeni, arrivando a vietare nei prodotti destinati ai bambini e a limitare negli altri alcuni parabeni come Propylparaben e butylparaben. E l’EDTA? Si tratta dell’acido etilendiamminotetracetico, dal potere antibatterico, capace di trattenere le molecole dei metalli pesanti ma anche purtroppo molto inquinante, dal momento che arriva alla falda acquifera e da qui ai pesci, e tossico per inalazione. Compare nell’INCI con un nome seguito da EDTA e quindi, dove possibile, sarebbe meglio evitarlo. Nei prodotti eco bio viene sostituito da altre sostanze più sicure come l’acido citrico. E Infine i quaternium, che nell’INCI compaiono con il nome Quaternium-15, Quaternium-18, Polyquaternium-10, Diazolidinyl Urea, Methylisothiazolinone. Il problema di questa classe di sostanze è che possono rilasciare formaldeide, che è un forte allergene e anche cancerogeno.
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