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Infiammazioni, come contrastarle per ridurre il rischio di obesità, depressione, sarcopenia e sistema immunitario debole

Infiammazioni, come contrastarle per ridurre il rischio di obesità, depressione, sarcopenia e sistema immunitario debole

L'infiammazione cronica è associata a diverse malattie e condizioni, come un aumentato rischio cardiovascolare, sarcopenia, obesità, depressione e degenerazioni cellulari. Tuttavia, alcuni alimenti, se inclusi nella dieta con regolarità, risultano antinfiammatori
L'infiammazione è, al giorno d'oggi, il vero nemico da combattere. Sì, perché questo meccanismo di protezione, indispensabile per far fronte alle minacce esterne, può, in alcuni casi, ritorcersi contro di noi. Ma vediamo di capire meglio di cosa stiamo parlando e poi, nei paragrafi successivi, anche quello che possiamo fare noi contro l'infiammazione.

Le due facce dell'infiammazione

L'infiammazione è la naturale risposta dell'organismo a una minaccia. Quando poi la minaccia è stata debellata, però, l'infiammazione deve passare. Il problema è quando l'infiammazione rimane sempre costante e agisce silente negli anni, a un livello basso ma sempre presente. Quando capita questo allora il nostro organismo ne risente, le difese immunitarie si abbassano perché fiaccate dall'infiammazione, aumenta il rischio di neurodegenerazioni e degenerazioni cellulari, di sovrappeso e obesità, depressione, diabete e malattie cardiovascolari. Insomma, il meccanismo di protezione si inceppa e può causare danni davvero notevoli.

Infiammazione e infezioni virali

La pandemia che stimo vivendo ha portato in primo piano l'importanza di un corpo in salute per far fronte alle minacce esterne. Sempre più studi scientifici hanno osservato che i virus delle vie respiratorie, soprattutto nei casi più severi, sono associati a un costante livello di infiammazione (Vahid et al, Clin Nutr ESPEN, 2021). L'infiammazione, infatti, rende più facile l'infezione e più probabile un decorso con complicazioni (Suardi et al, Int J Environ res Public Health, 2021).

Infiammazione e obesità

L'infiammazione cronica è connessa anche ad un rischio maggiore di sviluppare malattie metaboliche. Quindi, un basso livello di infiammazione, che però è sempre presente, aumenta la probabilità di obesità ma anche di fegato grasso (Guerra et al, Biomedicines, 2020).

Infiammazione e muscoli

Studi scientifici hanno osservato che l'infiammazione è correlata anche ad una riduzione della massa muscolare, o sarcopenia. In particolare, una dieta pro infiammatoria, che include cioè alimenti capaci di favorire l'infiammazione, è associata ad un aumento del rischio di sarcopenia (Geng et al, Aging, 2021). Questo risultato è importante in quanto la sarcopenia aumenta il rischio di cadute e fratture.

Come contrastare l'infiammazione

Come esistono abitudini e dieta che favoriscono l'infiammazione, esiste anche uno stile di vita che piò contrastare questa condizione. Per esempio, una dieta che riduca o escluda zuccheri e carboidrati raffinati è protettiva, visto che un eccesso di zuccheri ha mostrato di sbilanciare il microbiota intestinale, indebolire il sistema immunitario e aumentare i livelli di infiammazione (Fajstova et al, Cells, 2020). Diverse diete, come la Mediterranea o la giapponese, hanno mostrato di contrastare l'infiammazione. In generale, è possibile osservare dei punti in comune tra questi regimi di alimentazione e farli propri per contrastare l'infiammazione ogni giorno. Una sostanza dall'alto potere antinfiammatorio è la quercetina che si trova nel cioccolato fondente, nelle bacche di sambuco, nei capperi e nella cipolla. Degni di nota sono anche l'acido ferulico contenuto nelle melanzane, nel cioccolato fondente e nei cereali integrali, il kaempferolo dei capperi, del cumino, dei fagioli neri e bianchi, ma anche l'epicatechina della polvere di cacao, delle olive nere e delle more. Non vanno dimenticati l'acido caffeico di origano, rosmarino, timo e cicoria, il resveratrolo dell'uva, la tangeritina delle arance e le catechine del tè verde, delle prugne, delle noci e del cacao. Risultano antinfiammatorie anche l'apigenina dell'olio evo, la genisteina della soia, il gingerolo dello zenzero, il beta carotene delle patate dolci, delle carote, della lattuga e degli spinaci e infine gli acidi grassi omega 3 contenuti nel pesce grasso, nei semi di lino e di chia (Stromsnes et al, Biomedicines, 2021). Un ruolo nella protezione alle infezioni viene giocato anche dalla vitamina D, che il nostro corpo sintetizza esponendosi al sole o che può ottenere da alcune fonti alimentari come il rosso dell'uovo, funghi e pesce grasso (Suardi et al, Int J Environ res Public Health, 2021).

Non è mai troppo presto per iniziare…

La lotta all'infiammazione dovrebbe impegnarci tutta la vita. Anche quando ci sentiamo forti. Perché la salute di oggi determinerà come staremo in futuro, anche dal punto di vista della salute mentale. Studi scientifici hanno osservato che l'assunzione di una dieta antinfiammatoria già nei bambini di 11-12 anni ha permesso di protegge la salute e il benessere mentale da adulti e nel corso dell'intera vita (Lycett et al, Br J Nutr, 2021).
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