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Inflammaging e centenari, il segreto di una vita lunga e sana

Inflammaging e centenari, il segreto di una vita lunga e sana

Piccoli consigli riguardanti dieta e stile di vita da mettere in pratica tutti i giorni per contrastare l'infiammazione e vivere più a lungo e più sani
Il segreto dei centenari? Riuscire a contrastare le infiammazioni! L'infiammazione, infatti, se da un lato è benefica in quanto rappresenta la nostra difesa contro le aggressioni, siano queste virus, batteri, funghi, tossine o tumori, dall'altro può rappresentare una minaccia. Il problema è quando l'infiammazione non si spegne mai ma lavora in continuazione, mantenendosi magari a livelli bassi, ma sempre presenti. Soprattutto man mano che gli anni passano, l'infiammazione aumenta, si parla di inflammaging, una condizione fisiologica data dalla continua stimolazione del sistema immunitario ai vari patogeni con cui si viene a contatto nel corso nella vita ma anche dalle cellule senescenti che, invecchiando, perdono le loro funzioni e producono sostanze pro infiammatorie. L'inflammaging è un'infiammazione cronica, causata dall'invecchiamento, che accelera l'invecchiamento stesso (Peladic et al, Nutrients, 2021).

Una vita lunga e in salute, il segreto dei centenari

Non c'è niente da fare quindi contro l'inflammaging? No, invece, possiamo fare molto. Certo, non possiamo evitare il tempo che passa e l'infiammazione legata all'età ma possiamo contrastarla. Infatti, ricerche hanno osservato che nei centenari l'infiammazione è presente ma è controbilanciata da sostanze antinfiammatorie (Peladic et al, Nutrients, 2021). Anzi, la salute si gioca tutta sull'equilibrio tra sostanze pro infiammatorie e anti infiammatorie. Uno squilibrio tra le due forze in gioco, con un vantaggio per l'infiammazione, può aprire la strada a diabete tipo 2, Alzheimer, Parkinson, problemi cardiovascolari, sarcopenia, depressione e tumori oltre che effetti più visibili come un'accelerazione nella comparsa delle rughe (Haque et al, J Drugs Dermatol, 2021). Non solo, ora molti studi si stanno dedicando all'analisi delle conseguenze dell'infezione da nuovo coronavirus. Ebbene, quello che è emerso è che in persone anziane con un'infiammazione cronica esistente e sbilanciata l'infezione virale potrebbe favorire l'aggregazione proteica e aprire la strada ad un rischio maggiore di malattie neurodegenerative (Domingues et al, Aging, 2020). Quindi, è importante contrastare l'infiammazione e, soprattutto, agire fin da subito per creare la propria salute negli anni.

Probiotici e prebiotici

Come testimonia una recente ricerca scientifica, all'inflammaging concorre la salute intestinale. Dieta scorretta e poco varia, l'età e alcuni farmaci possono indebolire la barriera intestinale e compromettere il microbiota. In questo modo, sostanze pro infiammatorie vengono rilasciate nel flusso sanguigno alimentando l'infiammazione. Pertanto, agire rinforzando il microbiota intestinale aiuta a contrastare anche l'inflammaging. L'assunzione di probiotici, che sono i batteri buoni del microbiota, ha mostrato di supportare la salute intestinale, proteggendo l'integrità delle mucose e rinforzando le difese. Per quanto riguarda l'azione sull'infiammazione, anche se le ricerche hanno mostrato di essere molto eterogenee e non sempre in accordo a causa di limitazioni con cui sono state svolte, è stato osservato, in generale, che l'assunzione di probiotici, anche a bassi dosaggi, ha ridotto le sostanze pro infiammatorie circolanti aumentando alcune citochine dall'azione antinfiammatoria, come l'interferone gamma (Peladic et al, Nutrients, 2021). E non è finita qui. I prebiotici, che sono il nutrimento del microbiota, sono in grado di supportare i batteri buoni intestinali, promuovendo il loro sviluppo e proliferazione (Losappio et al, Nutrients, 2021). I prebiotici, che si trovano naturalmente in porri, cipolle, asparagi, aglio, avena e topinambur, hanno mostrato di evitare una produzione eccessiva di sostanze pro infiammatorie (Losappio et al, Nutrients, 2021 – Carlson et al, Curr Dev Nutr, 2018).

Dieta e stile di vita

La dieta mediterranea, ricca di acidi grassi, derivanti da pesce, noci e olio evo, cereali integrali e fibre da legumi, frutti e verdura e caratterizzata da un basso consumo di carne, latte e latticini e grassi saturi, ha mostrato di contrastare l'inflammaging apportando preziose sostanze antinfiammatorie. Anzi, la dieta mediterranea si può dire che sposti persino indietro le lancette biologiche, rimandando in avanti il momento in cui l'infiammazione riuscirà a prevalere (Martucci et al, Nutr Rev, 2017). Invece, la dieta di tipo occidentale, ricca di grassi saturi, prodotti raffinati e carne rossa, ha mostrato di agire alterando il microbiota e aumentando l'infiammazione (Losappio et al, Nutrients, 2021). Non solo, anche una vita sedentaria con poco spazio per una moderata attività fisica apre la strada all'inflammaging.

Vitamina D

Adeguati valori di vitamina D nel sangue risultano protettivi e capaci di contrastare le infiammazioni. Infatti, la vitamina D ha proprietà antinfiammatorie, modula il sistema immunitario ed evita una produzione eccessiva di sostanze pro infiammatorie (Ticinesi et al, Nutrients, 2016). Quindi, un'esposizione al sole, sempre con le dovute precauzioni ed evitando le ore centrali della giornata, e una dieta varia che includa anche funghi, pesce come alici, spigola e sgombro, uova e formaggi come lo stracchino sono ottime scelte per garantirsi la preziosa vitamina D.
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