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Latte di mucca, fa bene o fa male?

Latte di mucca, fa bene o fa male?

Il latte è un alimento molto utile durante l’infanzia, rinforza le ossa anche per gli anni successivi, apporta vitamine, minerali e proteine, ma in età adulta andrebbe limitato, vediamo perché
Il latte fa bene o fa male? Può far parte di una dieta sana ed equilibrata oppure va limitato? Come vedremo, il latte può essere un interessante alimento per l’infanzia ma andrebbe limitato in età adulta. Cerchiamo però di capire meglio.

Latte durante l’infanzia

Il latte di origine animale e i suoi derivati sono da sempre considerati alimenti nutritivi e ben bilanciati. Il latte è il primo alimento nei mammiferi, contiene tutti i nutrienti che servono al vitello per crescere e svilupparsi, come vitamine, quali vitamina A ed E, gruppo B, tra cui la vitamina B12, sali minerali, quali calcio, zinco, magnesio e selenio, proteine, acidi grassi (Górska-Warsewicz et al, Nutrients, 2019). E come il latte aiuta il vitello a crescere questa bevanda è anche utile al bambino, assicurando tutta l’energia e i nutrienti necessari per la crescita, lo sviluppo e per la formazione della massa ossea (Pereira et al, Nutrition, 2014). Pertanto, per quanto riguarda l’infanzia, il consumo di latte è certamente benefico. I problemi e le controversie nascono però per quanto riguarda il consumo di latte in età adulta.

Latte in età adulta

Per molto tempo si è ritenuto che il latte fosse un ingrediente essenziale nell’alimentazione umana, anche per gli adulti. Per esempio, è stato affermato che un alto consumo di latte potesse ridurre il rischio di diabete tipo 2 e obesità. Tuttavia, ricerche scientifiche non hanno osservato questo collegamento (Bergholdt et al, Am J Clin Nutr, 2015). Per quanto riguarda il collegamento tra latte e degenerazioni cellulari, l’azione di questa bevanda è controversa. Ricerche hanno osservato un ruolo protettivo per quanto riguarda lo sviluppo di tumori del colon mentre diverso è il discorso per i tumori ormono dipendenti. Anche se l’argomento è ancora molto dibattuto e non tutti gli scienziati sono concordi, sembra che un alto consumo di latte e derivati possa aumentare il rischio di tumore alla prostata, alle ovaie e all’endometrio (Jerayaman et al, BMJ Open, 2019). Anche per quanto riguarda la salute delle ossa occorre prestare attenzione. Infatti, è stato osservato, soprattutto nelle donne, che un basso consumo di latte durante l’infanzia aumenta in età adulta il rischio di fratture. Tuttavia, questo effetto protettivo viene meno quando si cresce, anzi, si osserva proprio l’opposto. In particolare, negli adulti, un alto consumo di latte, almeno tre bicchieri al giorno, è associato ad un rischio elevato di fratture ossee a causa dell’azione del D-galattosio, uno zucchero che si forma nel corpo in seguito alla digestione del lattosio (Michaelsson et al, BMJ, 2014 – Kalkwarf et al, Am J Clin Nutr, 2003). Il D galattosio innesca dei processi di invecchiamento, aumenta l’azione dei radicali liberi, riduce la risposta del sistema immunitario, promuove la neurodegenerazione e i processi di infiammazione (Michaelsson et al, BMJ, 2014). Quindi, quello che emerge da questi studi è che, per chi lo desidera e non ha allergie, intolleranze o una predisposizione all’acne, come vedremo meglio nel prossimo paragrafo, bere latte non è da evitare ma occorre prestare attenzione e non esagerare.

Latte e acne

Studi scientifici hanno osservato che il consumo di latte può peggiorare l’acne a causa degli ormoni contenuti nel latte. Questi ormoni, si ritiene, possano influenzare il rilascio degli ormoni endogeni prodotti dal corpo e determinare l’aumento del sebo prodotto dalle ghiandole sebacee (Melnik et al, Exp Dermatol, 2009 – Adebamowo et al, J Am Acad Dermatol, 2008).

Intolleranza al lattosio e allergia alle proteine del latte

L’intolleranza al lattosio e l’allergia alle proteine del latte sono condizioni che possono verificarsi. Si tratta, però, di due condizioni diverse. L’allergia alle proteine del latte, infatti, tende a comparire nel 2-3% dei bambini piccoli ed è una risposta immunitaria nei confronti di alcune proteine presenti nel latte, come le caseine. In caso di accertata allergia alle proteine del latte il medico consiglierà di eliminare il latte dalla dieta. Questa allergia tende a scomparire con l’età ed è rara nell’adulto, dove è più comune l’intolleranza al lattosio. L’intolleranza al lattosio è diversa dall’allergia alle proteine del latte, si osserva frequentemente negli adulti ed è dovuta da una carenza nell’intestino dell’enzima lattasi. Si stima che problemi a digerire il lattosio siano rilevabili in quasi il 75% della popolazione mondiale. In caso di intolleranza non è necessario eliminare completamente il latte e i suoi derivati ma è possibile, se piace e lo si desidera, assumerli in quantità limitate, cosa che in ogni caso è consigliata a tutti viste le considerazioni dei precedenti paragrafi (Haug et al, Lipids Health Dis, 2007).
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