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Long Covid, alimenti e stile di vita che aiutano a far fronte agli effetti a lungo termine dell'infezione da nuovo coronavirus

Long Covid, alimenti e stile di vita che aiutano a far fronte agli effetti a lungo termine dell'infezione da nuovo coronavirus

Per contrastare il Long Covid un aiuto viene dalla dieta e dallo stile di vita, ecco quali alimenti preferire per ridurre le infiammazioni e i sintomi a lungo termine dell'infezione da nuovo coronavirus
Anche se l'infezione da COVID 19 è passata già da un pezzo può capitare che si continuino a manifestare, o subentrino nel giro di qualche settimana, sintomi come spossatezza, dispnea, dolori muscolari, annebbiamento mentale, depressione, ansia e insonnia (Jimeno Almazan et al, Int J Environ Res Public Health, 2021). Gli scienziati hanno anche osservato un aumento del rischio di sviluppare diabete tipo 2 qualche mese dopo essere guariti dal Covid 19 (Sathish et al, J Diabetes, 2021). Questo è quello che gli esperti chiamano Long Covid, una condizione che può perdurare nei mesi con conseguenze a volte debilitanti per chi ne soffre. Ma con quale percentuale colpisce il Long Covid? Studi hanno osservato che il Long Covid può arrivare a colpire più del 40% delle persone infettate dal virus, con una prevalenza tra chi è stato ospedalizzato. Ma anche una parte di chi non ha dovuto ricorrere alle cure ospedaliere, intorno al 35%, può sviluppare Long Covid (Chen et al, J Infect Dis, 2022). Per quanto riguarda le cause, l'infiammazione, aumentata durante l'infezione da nuovo coronavirus e non diminuita in seguito alla guarigione, gioca un ruolo centrale. Allo stato attuale, non esiste ancora una cura per il Long Covid. Tuttavia, sempre più studi scientifici stanno dimostrando che dieta e attività fisica possono essere di aiuto a contrastare questa condizione, ma vediamo di capire meglio.

Long Covid ed esercizio fisico

Un'attività fisica moderata e regolare può portare grandi benefici per contrastare il Long Covid. In particolare, una moderata attività fisica rinforza il sistema immunitario, contrastando le infiammazioni. Non solo, l'esercizio fisico contrasta il deterioramento della funzionalità dei muscoli, che si assiste spesso con il Long Covid, e aiuta a tenere sotto controllo la glicemia (Jimeno Almazan et al, Int J Environ Res Public Health, 2021).

Long Covid e alimenti antinfiammatori

Come accennato nell'introduzione, alla base del Long Covid si colloca un'elevata infiammazione. Ecco che includere nella propria dieta alimenti antinfiammatori può sicuramente essere una buona scelta. Per esempio, occorre tenere in considerazione alimenti ricchi in vitamina C ed E e selenio, potenti antinfiammatori, antiossidanti e utili a proteggere il cervello e la funzionalità cognitiva (Motti et al, Nutrients, 2022). La vitamina C si trova negli agrumi, nel kiwi, peperoni, frutti di bosco e vegetali a foglia verde, la vitamina E è contenuta nei semi di girasole, nelle mandorle, nelle nocciole, arachidi, mango e avocado, mentre il selenio si trova in abbondanza nelle noci del Brasile ma anche nei frutti di mare, legumi e cereali integrali. Anche i probiotici, che si assumono attraverso integratori o yogurt e bevande che lo indicano in etichetta, sono da includere nella propria alimentazione in quanto capaci di supportare la salute del microbiota intestinale e contrastare le infiammazioni. La curcuma, grazie al suo principio attivo curcumina, contrasta l'iperinfiammazione e lo stress ossidativo. La curcuma, perché venga assimilata dall'organismo, va diluita in poco olio evo e associata a una macinata di pepe nero, che in più mostra anche proprietà antinfiammatorie (Farzana et al, Beni Suef Univ J Basic Appl Sci., 2022). Anche lo zenzero attenua le infiammazioni, oltre a contribuire a contrastare le infezioni virali e rilassare la muscolatura delle vie respiratorie, riducendo alcuni sintomi del Long Covid come la tosse (Tagde et al, Biomedicines, 2021). Sullo yogurt del mattino o sulla macedonia una buona idea può essere aggiungere poca cannella, che si caratterizza per proprietà antinfiammatorie, antidiabetiche e antiossidanti. Infine, anche il tè verde è un concentrato di sostanze antinfiammatorie (Farzana et al, Beni Suef Univ J Basic Appl Sci., 2022).

Flavonoidi contro l'annebbiamento mentale da Long Covid

Tra i sintomi maggiormente riportati in caso di Long Covid c'è anche quello dell'annebbiamento mentale, che causa confusione, difficoltà a orientarsi e scarsa memoria. I flavonoidi, tra cui luteolina e quercetina, possono risultare di aiuto, riducendo la neuroinfiammazione e il declino cognitivo. Soprattutto la luteolina risulta particolarmente efficace dal momento che questa sostanza è molto efficiente a superare la barriera tra sangue e cervello e svolgere un'azione neuroprotettiva (Motti et al, Nutrients, 2022). La luteolina si trova nel sedano, nelle carote, nei peperoni, nei cavoli e nella buccia della mela mentre la quercetina è contenuta nelle cipolle, negli asparagi, nei frutti di bosco e nel tè verde.

Long Covid e vitamina D

Un capitolo a parte merita il ruolo della vitamina D. La vitamina D, infatti, modula il sistema immunitario, rinforzando le naturali difese, soprattutto contro le infezioni delle vie respiratorie. Non solo, la vitamina D riduce i livelli di infiammazione e stimola i processi di guarigione dei tessuti, anche a livello polmonare (Barrea et al, Nutrients, 2022). Pertanto, la vitamina D è utile sia per prevenire gli effetti più dannosi dell'infezione acuta da nuovo coronavirus che il suo strascico. La fonte principale di vitamina D per il nostro corpo è il sole, esistono poi alcuni alimenti che possono apportare vitamina D come funghi, rosso d'uovo, pesce grasso e latticini.

Long Covid, proteine e lipidi

Alimenti caratterizzati da un elevato apporto di proteine e lipidi, come uova, pesce e frutti di mare, noci e prodotti lattiero caseari, hanno un effetto benefico quando si tratta di riprendersi dall'infezione da nuovo coronavirus e contrastare il Long Covid (Cobre et al, Clin Nutr, 2021).

L'erboristeria in aiuto contro il Long Covid

Studi hanno dimostrato che l'assunzione, per due settimane, di piante dall'azione adattogena, capace cioè di rinforzare il corpo e renderlo più resistente allo stress, come Schisandra, Rodiola ed Eleuterococco, ha ridotto il senso di affaticamento e di dolore in caso di Long Covid. Non solo, la combinazione di queste piante ha anche permesso di proteggere i reni da eventuali danni, un altro dei possibili effetti del Long Covid (Karosanidze et al, Pharmaceuticals, 2022).
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