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Pepe nero, il re delle spezie

Pepe nero, il re delle spezie

Digestivo, migliora l’assorbimento di curcuma, vitamine e minerali, contrasta diabete e colesterolo alto, neuroprotettivo, antimicrobico, antiossidante e antinfiammatorio, benefici in casi di artrite e asma
Oggi parliamo del pepe, il re delle spezie! Il pepe nero che troviamo sugli scaffali del supermercato è il frutto essiccato della pianta del pepe, nome scientifico Piper nigrum. Questa spezia è molto usata e apprezzata per dare gusto e profumo ai piatti ma, come vedremo, anche per rinforzare l’azione benefica di altri ingredienti, come la curcuma. Cerchiamo di capire meglio sulla base di ricerche scientifiche.

Pepe nero, proprietà

Il pepe nero ha un’azione antimicrobica contro un vasto range di patogeni. Non solo, questa spezia mostra anche proprietà antiossidanti e antitumorali che si esplicano attraverso diversi meccanismi, come induzione dell’apoptosi, e cioè la morte programmata delle cellule malate, e citotossicità, e cioè la distruzione di una parte delle cellule che presentano degenerazione (Butt et al, Crit Rev Food Sci Nutr, 2013). Il pepe, aggiunto alle preparazioni, rende più facilmente assimilabili vitamine, come le vitamine A e C, e sali minerali, come il selenio, è anche digestivo, dal momento che stimola la produzione degli enzimi digestivi del pancreas, e aumenta la capacità digestiva risultando un aiuto in caso di preparazioni culinarie elaborate (Srinivasan et al, Crit Rev Food Sci Nutr, 2007 – Fernandez Lazaro et al, Nutrients, 2020). E non è finita qua, il pepe nero è antidiabetico, contribuisce a ridurre il colesterolo e i trigliceridi. Non solo, questa spezia profumata e piccante agisce con proprietà antinfiammatorie e analgesiche, tanto è che si sono osservati benefici in caso di artrite e asma (Bang et al, Arthritis Res Ther, 2009 – Kim et al, J Pharm Pharmacol, 2009). Infine è neuroprotettivo, supportando la funzionalità cognitiva. Queste proprietà del pepe nero appena viste sono da ricondursi alle sostanze in esso contenute, principalmente al suo più importante principio attivo, la piperina (Takooree et al, Crit Rev Food Sci Nutr, 2019).

Pepe e curcuma

Il pepe, grazie alla piperina, aumenta la biodisponibilità della curcumina, il principio attivo della curcuma, che altrimenti difficilmente supererebbe la barriera dello stomaco (Zhang et al, Int J Food Sci Nutr, 2015). Un ottimo condimento per l’insalata è quindi dato da un cucchiaino di curcuma e una macinata abbondante di pepe, il tutto sciolto in olio evo, che aumenta ancora di più la disponibilità della curcumina. In questo modo l’insalata diventa un vero concentrato di sostanze antinfiammatorie e antiossidanti.

Pepe ed effetti collaterali

Un pizzico di pepe aggiunto ai piatti, come abbiamo visto, li arricchisce di proprietà salutari. Tuttavia, come ogni alimento e spezia, anche in questo caso non si può esagerare con la quantità in quanto potrebbe avere un’azione irritativa sulla mucosa gastrica (Myers et al, Am J Gastroenterol, 1987). Per questo stesso motivo il pepe nero va evitato in caso di ulcere, gastriti, reflusso ed emorroidi (Aufiero, Il ruolo nutrizionale e terapeutico degli alimenti).
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