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Pesche, il frutto dell'immortalità che fa bene al cuore, al microbiota e alla pelle

Pesche, il frutto dell'immortalità che fa bene al cuore, al microbiota e alla pelle

Potente azione antiossidante e antinfiammatoria, apportano fibre, vitamine e sali minerali, soprattutto potassio, idratano la pelle e ne preservano la barriera cutanea, contrastano i danni al DNA e le degenerazioni cellulari, supportano il microbiota intestinale e contrastano la stitichezza, aiutano a tenere sotto controllo pressione sanguigna, glicemia e colesterolo, utili in caso di allergia e asma
Vuole un'antica leggenda orientale, che tanti anni fa, in un paesino, vivesse un pescatore. Un giorno l'uomo uscì di casa per andare a pesca sul fiume ma la sua zattera si bloccò in un'insenatura. Poco lontano il pescatore vide una grotta e, incuriosito, la percorse fino a sbucare in una valle interamente ricoperta da alberi con strani frutti tondi e profumati, di colore arancio e che non aveva mai assaggiato, erano pesche. Il pescatore rimase in quella valle per tre giorni, nutrendosi di pesche. Poi decise di tornare al villaggio ma qui lo attendeva una sorpresa, durante la sua assenza tutto era cambiato, dove prima passava una stradina ora c'erano case, il mercato non era più dove lo aveva lasciato e anche le persone erano irriconoscibili. Come era stato possibile? Il pescatore scoprì, parlando con gli abitanti del villaggio, che 300 anni prima un uomo era scomparso proprio da lì e che non era più stato ritrovato… era lui! Non erano trascorsi tre giorni ma 300 anni, le pesche lo avevano tenuto in vita e ringiovanito. Da quel giorno le pesche divennero sacre e considerate simbolo dell'immortalità. Beh, chiaramente nella realtà chi mangia una pesca non vivrà 300 anni, però sicuramente questi frutti succosi e deliziosi sono un vero scrigno di proprietà salutari. E allora, scopriamo qualcosa di più sulle pesche e sui loro effetti benefici.

Pesche, nutrienti

Le pesche apportano vitamine, soprattutto vitamina C, E ed A, e fibre, sia solubili che insolubili. Le fibre solubili aiutano a ridurre colesterolo e glicemia e supportano il microbiota intestinale, favorendo quei batteri buoni preposti alla produzione di sostanze antinfiammatorie come il butirrato. Le fibre insolubili sono in grado di migliorare la funzionalità intestinale e contrastare la stitichezza (Slavin et al, Adv Nutr, 2012 – Matt et al, Front Immunol, 2018). Le pesche apportano poi sali minerali, quali magnesio, fosforo, rame, ferro, selenio, ma, soprattutto, potassio, circa l'8% del fabbisogno giornaliero di questo minerale, che è importante per il metabolismo delle ossa, per regolare la pressione sanguigna e per la salute del cuore (USDA, Food Data Central Database – Mihaylova et al, Foods, 2021). Sia la polpa che la buccia delle pesche sono una miniera di sostanze antiossidanti, tra cui spiccano l'acido clorogenico, ma anche carotenoidi, antocianine, flavonoidi e acidi fenolici dall'azione antitumorale e anti radicali liberi (Rossato et al, J Med Food, 2009).

Pesche e colori diversi

Le pesche hanno una polpa che può presentarsi con colori diversi in base alle sostanze contenute. Nella pesca a polpa gialla prevalgono i carotenoidi, che conferiscono questa sfumatura. La pesca a polpa bianca, invece, presenta un contenuto più elevato in vitamina C e composti fenolici (Serra et al, Foods, 2020). Per quanto riguarda il colore rosso, che spesso si osserva nella buccia e a volte anche nella polpa, qui il merito è degli antociani, altri potenti antiossidanti (Veerappan et al, Plants, 2021). Da sottolineare che le varietà di pesca in cui prevale il colore rosso sono considerate quelle con il potere antiossidante maggiore, paragonabile persino a quello dei mirtilli (Serra et al, Foods, 2020). Ecco perché è importante mangiare pesche di tutti i colori e tutte le varietà, in modo da assicurarsi un vasto apporto di nutrienti!

Pesche e azione antiossidante

Le pesche mostrano un importante effetto antiossidante che entra in azione già dopo appena 30 minuti dal loro consumo (Ko et al, J Med Food, 2005). È stato osservato che i processi di riparazione del DNA, soprattutto a livello del fegato, sono risultati più efficienti in caso di dieta che includa anche pesche, proprio per la loro azione antiossidante (Croteau et al, J Gerontol A Biol Sci Med Sci, 2010). Non solo, gli antiossidanti delle pesche hanno mostrato anche un'azione antitumorale, capace di inibire la proliferazione di alcuni tipi di tumori come quello del seno (Vizzotto et al, Food Chem, 2014).

Pesche e salute del cuore

Le pesche fanno bene al cuore. Infatti, il loro consumo aiuta a ridurre un ormone, l'angiotensina II, che, agendo come vasocostrittore, aumenta la pressione sanguigna (Noratto et al, J Nutr Biochem, 2015). Non solo, la pesca aiuta a tenere sotto controllo glicemia e colesterolo e a ridurre le sostanze pro infiammatorie circolanti (Noratto et al, J Nutr Biochem, 2015).

Pesche e pelle

Quando si dice pelle di pesca… e in effetti le pesche possono proteggere la pelle e renderla morbida, liscia e ben idratata. Il merito è delle ceramidi contenute in questi frutti deliziosi. Le ceramidi sono lipidi presenti nella pelle e sono essenziali per sostenere la barriera cutanea e trattenere l'acqua. Le ceramidi tendono a ridursi con l'età e quindi un'integrazione di queste sostanze può essere di aiuto per la salute e la bellezza della pelle. Le pesche sono i frutti con il più alto contenuto in ceramidi e il loro consumo regolare aiuta a contrastare la perdita di acqua e conseguente disidratazione dei tessuti (Koikeda et al, Curr Med Chem, 2017).

Pesche e allergia

Le pesche hanno mostrato di contrastare il processo infiammatorio causato dall'allergia, riducendo così anche il rischio di asma e sinusite (Shin et al, Food Chem Toxicol, 2010).
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