Piante antinquinamento da vaso e da giardino, nuove frontiere

Cosa

Quali piante mettere in giardino o tenere in casa per difendersi dalle sostanze inquinanti come particolato, ozono ma anche formaldeide o benzene.

Come

Viviamo in città sempre più inquinate, traffico, riscaldamenti accesi, fabbriche e alcuni tipi di materiale rilasciano nell’atmosfera sostanze tossiche, possibili cause di diversi sintomi, da allergie, mal di testa e irritazioni croniche a malattie più serie come i tumori (Daisey et al, Indoor air, 2003). Il problema appartiene a tutte le stagioni dell’anno ma certamente un picco di inquinamento si registra nei mesi invernali. Quali azioni possiamo mettere in campo per migliorare l’aria negli ambienti in cui viviamo? Certamente la scelta delle piante non è solo una questione ornamentale ma può davvero aiutare a fare la differenza. Già dagli anni 80 infatti, grazie ad uno studio commissionato dalla NASA (Wolverton, NTRS, 1989), è stato possibile comprendere che alcuni tipi di piante possono rivelarsi un grande alleato nel migliorare il microclima delle abitazioni rimuovendo sostanze tossiche, se non persino cancerogene, come la formaldeide o il benzene. Ebbene, in questi anni gli scienziati hanno continuato a studiare e sperimentare per cercare anche altre specie di piante, facili da reperire e utili a migliorare l’aria. In particolare, le ricerche si sono focalizzate sull’impatto di queste piante su composti volatili come formaldeide, benzene, toluene e xilene, sostanze tossiche facili da reperire nelle abitazioni in quanto rilasciate da vernici, lacche, colle, mobili nuovi, fumo di sigaretta, legno pressato e materiali isolanti. Non solo, gli scienziati hanno cercato di comprendere se le piante analizzate potevano influenzare anche i livelli di particolato, che è formato da particelle solide e aerosol dispersi nell’aria e capaci di inglobare al loro interno sostanze tossiche causando così, in chi le inala, problemi a cuore e polmoni. Ma la ricerca si è anche focalizzata sull’effetto delle piante sui livelli di ozono, un tipo di inquinamento più tipico del periodo estivo in quanto questo gas si forma negli strati più bassi dell’atmosfera quando la radiazione solare colpisce sostanze inquinanti già presenti e che può causare l’aggravarsi di malattie respiratorie, e sui livelli di diossido di nitrogeno, o NO2, un inquinante la cui fonte principale è il traffico e capace di causare un aumentato rischio di contrarre infezioni, problemi respiratori e un aggravarsi di patologie già esistenti come l’asma (Samet et al, Toxicol Ind Health, 1990 – Zhang et al, Frontiers in Immunology, 2019). Ebbene, quello che emerso (Gourdji et al, Environ Pollut, 2018) è che i pini sono i migliori a catturare il particolato, per esempio è possibile piantare in giardini o sui tetti verdi, che sono i tetti ricoperti di vegetazione, il Pinus strobus radiata 'Nana', o pino bianco orientale, il pino mugo e il pino nano siberiano. Invece, sempre come piante da giardino o da tetto, possiamo citare, in base allo stesso studio, la pianta Japanese Maple, o acero palmato, utile contro l’ozono, mentre le magnolie sono ottime per ridurre i livelli di diossido di nitrogeno e indirettamente anche quelli di ozono. Per quanto riguarda le piante da vaso, invece, molto efficaci risultano essere le piante della famiglia ficus, come il fico del caucciù, nome scientifico ficus elastica, oppure raphis excelsa, che è una piccola palma. Queste piante sono utili a rimuovere i composti volatili come benzene, toluene, formaldeide, xilene mentre sono meno utili a rimuovere il particolato dagli ambienti in quanto i livelli di questo inquinante in casa dipendono prevalentemente dalla quantità presente all’esterno (Hong et al, EHT, 2017).
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