Prugne, frutto fresco e secco

Vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti, azione protettiva sul cervello, sulle ossa ma anche un aiuto alla fertilità, capaci di contrastare la stitichezza.
Le prugne sono il frutto dell’albero Prunus domestica della famiglia delle Rosaceae. Le prugne si raccolgono da giugno fino ad ottobre ma si possono gustare anche tutto l’anno nella variante essiccata. Prugne fresche e secche hanno proprietà leggermente diverse dal momento che il processo di essiccazione modifica il contenuto di alcune sostanze, ma vediamo meglio in dettaglio.

Prugne fresche

Morbide e gustose, le prugne sono il frutto dell’estate. Le prugne fresche apportano poche calorie, circa 35 Kcal per 100 grammi, ma diversi sali minerali, come rame, ferro, potassio e magnesio, e vitamine, quali la A, la C e la K (USDA Database). Questi frutti sono ricchi in antiossidanti, soprattutto antociani, capaci di contrastare l’invecchiamento dei tessuti e i danni dei radicali liberi (Milala et al, J Food Sci Technol, Oct 2013). Non solo, le prugne sono considerate capaci di proteggere il cervello, di contrastare il declino cognitivo legato all’età (Keservani et al, Scientifica, Feb 2016) e alti livelli di zuccheri e colesterolo nel sangue grazie al loro contenuto in fibre e sostanze antiossidanti (Mirmiran et al, World J Diabetes, Jun 2014).

Prugne secche

Le prugne secche sono più caloriche di quelle fresche, circa 220 Kcal per 100 grammi, ma sono uno scrigno di proprietà salutari dal momento che il processo di essiccamento aumenta il contenuto di nutrienti. Le prugne secche apportano sali minerali quali fosforo, magnesio, manganese, rame e potassio, e vitamine, quali la A e, in misura maggiore rispetto al frutto fresco, gruppo B e K (USDA Database). Non solo, le prugne secche apportano anche più fibre rispetto alle prugne fresche dimostrandosi molto utili a contrastare la stitichezza. Ma le prugne secche sono anche una fonte molto interessante di carboidrati e di una sostanza, chiamata acido clorogenico, che, in base a studi scientifici, svolge una potente azione antiossidante e in più contrasta l’ansia (Keservani et al, Scientifica, Feb 2016). Questi frutti essiccati hanno anche un ruolo protettivo sulla salute delle ossa contrastando la diminuzione di densità ossea soprattutto nelle donne dopo la menopausa (Wallace et al, Nutrients, Apr 2017). In particolare, questo effetto è stato segnalato con l’assunzione di 50 grammi di prugne secche, circa 5-6 prugne, al giorno per 6 mesi (Hooshmand et al, Osteopors Int, Jul 2016). Ma questo effetto protettivo delle prugne secche è molto più generale e interessa tutte le forme di osteoporosi, sia nelle donne che negli uomini, e in più quest’azione si è dimostrata tanto potente non solo da prevenire ma anche da bloccare e invertire il processo di perdita di densità ossea già in atto (Hooshmand et al, Ageing res rev, Apr 2009). Il consumo di prugne secche è anche connesso ad una diminuzione del rischio, circa il 18% in meno, di sviluppare diabete tipo 2. Questo effetto protettivo è risultato maggiore rispetto alla prugna fresca, che si è dimostrata capace di abbassare il rischio di diabete tipo 2 dell’11% (Muraki et al, BMJ, Aug 2013). Infine, le prugne secche contengono inositolo, un composto utile a ridurre colesterolo e trigliceridi (Tabrizi et al, Lipids health Dis, May 2018) oltre che dimostrarsi un aiuto in caso di sindrome dell’ovaio policistico, ristabilendo l’ovulazione e migliorando il profilo ormonale (Laganà et al, Trends Endocrinol Metab, Nov 2018).
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