Rigenera il cervello Parte 2, le scelte a tavola e la dieta che protegge la mente

Il cervello è capace di riorganizzarsi, rigenerarsi e modificarsi in risposta a traumi, esperienze o malattie. Per poter sfruttare però il suo massimo potenziale e garantire la sua plasticità occorre prendersi cura del cervello come di una qualsiasi altra parte del corpo. Oggi vediamo come le scelte a tavola possono risultare benefiche per la rigenerazione del cervello..
Per molto tempo si è ritenuto che il cervello non potesse rigenerarsi e che fosse statico. Quando un collegamento tra neuroni moriva non poteva più essere rimpiazzato. Tuttavia, negli ultimi anni e grazie alla ricerca scientifica, questa convinzione è stata completamente cambiata. Ora si sa che il cervello è dinamico, si adatta, si riorganizza e si può rigenerare, non solo per i primi anni di vita ma per tutta la durata della vita (Fuchs et al, Neural Plast, 2014 – Tobin et al, Cell Stem Cell, 2019). Si parla di neuroplasticità ad indicare questa capacità del cervello. Ma perché il cervello possa raggiungere la sua massima plasticità questo va tenuto in allenamento. Nell’articolo precedente abbiamo visto come l’esercizio fisico contribuisca a proteggere la neuroplasticità. Oggi vediamo il ruolo della dieta.

Dieta

Anche quello che mangiamo può aiutare a mantenere la funzione delle sinapsi cerebrali, e cioè i collegamenti tra neuroni, e la neuroplasticità (Gomez Pinilla et al, Nat Rev Neurosci, 2008). In particolare, un’azione protettiva viene svolta dagli alimenti ricchi di omega 3, come i semi di lino, il krill, i semi di chia, i kiwi e le noci, mentre cibi che apportano grandi quantità di grassi saturi, come olio di cocco, olio di palma, lardo e carne, possono persino aumentare il rischio di disfunzioni neurologiche. La curcuma, grazie al suo principio attivo curcumina, ha dimostrato di rallentare il decadimento cognitivo in caso di Alzheimer ma anche traumi cerebrali. I flavonoidi contenuti nel tè verde, nel cacao, nel cioccolato fondente e negli agrumi hanno mostrato, se combinati con l’esercizio fisico, di aumentare la funzionalità cognitiva anche negli anziani. E non dimentichiamoci del ruolo neuroprotettivo delle vitamine. La vitamina B6, la B12 e i folati hanno mostrato di migliorare la memoria, la vitamina D, che si trova nel pesce grasso come il salmone, nei funghi e negli alimenti addizionati con questa vitamina, è importante per preservare la funzionalità cognitiva negli anziani, la vitamina E, che si trova in asparagi, avocado, noci, arachidi, olive, spinaci e germe di grano, riduce il decadimento cognitivo nelle persone anziane. Nella dieta non dovrebbero mancare nemmeno i polifenoli dei frutti di bosco che si sono dimostrati capaci di aumentare la neuroplasticità dell’ippocampo e di aumentare la memoria e la capacità di apprendimento. Infine, un’azione neuroprotettiva sul cervello viene svolta anche dall’olio evo (Sangiovanni et al, Neural Plast, 2017).
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