Rigenera il cervello Parte 4, stile di vita e meditazione

Studiare, informarsi, apprendere una nuova lingua ma anche fare yoga e meditare aiutano il cervello a rigenerarsi.
Il cervello va nutrito e tenuto in allenamento per garantirci una mente plastica, adattabile e capace di rigenerarsi per tutto il corso della nostra vita. La dieta, un moderato esercizio fisico, erbe, spezie e tisane aiutano a proteggere il cervello, migliorano la memoria e i collegamenti tra neuroni. Ma anche lo stile di vita, inteso come attività da svolgere nel tempo libero, e la meditazione sono da tenere in considerazione per la salute della mente.

Stile di vita

Anche lo stile di vita può contribuire a migliorare la neuroplasticità. In particolare, informarsi, studiare, ma anche svolgere compiti ed esercizi sia al lavoro che nel tempo libero che richiedono uno sforzo mentale sono tutte attività che risultano utili a proteggere il cervello e riducono il rischio di declino cognitivo con l’avanzare dell’età (Phillips, Neural Plast, 2017). Esempi di attività che fanno lavorare il cervello e lo allenano proteggendolo sono risolvere enigmi, come il sudoku o i rebus, giocare a carte, imparare una seconda lingua, ma anche leggere, usare il computer o suonare uno strumento musicale. Anche le attività sociali, come andare a teatro, ai concerti, agli eventi culturali e artistici, viaggiare, trascorrere del tempo con famiglia e amici o danzare, aiutano e proteggono il cervello. Per comprendere come queste attività agiscano sulla neuroplasticità occorre pensare a loro come capaci di creare una riserva. È proprio a questa riserva che il cervello attinge per compensare eventuali squilibri o patologie che diventano manifeste quando questa riserva si è esaurita. Questo spiega come è stato possibile osservare in persone che si dedicavano ad attività intellettualmente stimolanti una minore atrofia dell’ippocampo con l’avanzare dell’età. L’ippocampo è l’area del cervello che viene danneggiata prima di altre in caso di malattia di Alzheimer.

Meditazione

Come detto nel paragrafo precedente, il cervello attinge alla sua riserva per riuscire a compensare eventuali squilibri. Quindi, più è vasta questa riserva più possiamo dare chances al nostro cervello di adattarsi, riorganizzarsi e rigenerarsi qualsiasi cosa accada. Un altro modo per aumentare questa riserva è dato dalla meditazione mindfulness (Phillips, Neural Plast, 2017). La meditazione, infatti, ha mostrato di influenzare in modo benefico diverse aree cerebrali, tra cui l’ippocampo, la parte frontopolare della corteccia o la regione orbitofrontale, che sono collegate all’attenzione, alla memoria e alla concentrazione e che tendono a declinare con l’avanzare dell’età.
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