Sciroppo d’agave

Vediamo le proprietà e gli effetti collaterali di questo dolcificante molto noto.
Lo sciroppo d’agave è un dolcificante ottenuto da diverse specie di agave, piante succulente spesso usate nei giardini a scopo ornamentale. Lo sciroppo d’agave ha, a differenza dello zucchero, un potere dolcificante molto alto e un indice glicemico basso, intorno a 15. Per capire meglio, considera che lo zucchero bianco ha un indice glicemico di 65. Per queste caratteristiche lo sciroppo d’agave è stato considerato per diverso tempo il perfetto sostituto di zucchero e miele per persone che soffrono di diabete o per chi vuole o deve tenere sotto controllo la glicemia. Ma è davvero così? Vediamo di capire cosa dice la scienza.

Sciroppo d’agave, proprietà ed effetti collaterali

In base a studi scientifici e analisi in laboratorio (Velazquez Rios et al, Food Sci Nutr, Jan 2019), lo sciroppo d’agave ha un alto contenuto in carboidrati, soprattutto fruttosio, seguito poi da glucosio e saccarosio in tracce. Questa composizione fa sì che lo sciroppo d’agave abbia effettivamente un basso indice glicemico. L’indice glicemico è una misura di quanto velocemente il glucosio assunto con la dieta entra in circolo. Anche se il reale effetto nell’organismo dipende poi dalla quantità di carboidrati presente, si può dire, parlando in generale, che cibi con un alto indice glicemico causano picchi glicemici più elevati. Il fruttosio, e quindi lo sciroppo d’agave che ne è ricco, essendo caratterizzato da un basso indice glicemico, non ha una grande influenza sulla glicemia. Non solo, lo sciroppo d’agave contiene anche antiossidanti, tra cui fenoli e proantocianidine, anche se la quantità dipende dalla specie di agave da cui lo sciroppo è estratto. Per esempio, lo sciroppo da agave salmiana è più antiossidante di quello da agave tequilana. Il problema però è che lo sciroppo d’agave modifica il profilo lipidico, in particolare, in base a ricerche (Figlewicz et al, Physiol Behav, Dec 2009 – Havel et al, Nutr Rev, May 2005) l’assunzione giornaliera, anche moderata, di questo dolcificante aumenta i livelli di trigliceridi nel sangue. Questo effetto è dovuto al fruttosio, di cui lo sciroppo d’agave è ricco, che va ad alterare il metabolismo e a sovraccaricare il fegato che inizia a trasformare il fruttosio in grassi. Non si registra aumento di peso, è vero, ma nel lungo periodo un alto apporto di fruttosio può indurre anche insulino resistenza e fegato grasso e può aprire la strada a condizioni come diabete tipo 2 e sindrome metabolica, un rischio per la salute del sistema cardiovascolare (Zelber-Sagi et al, Journal of Hepatology, Nov 2007, Faeh et al, Diabetes, 2005). Attenzione però, tutto questo discorso non si applica alla frutta, che, anche se contiene fruttosio, ne contiene in piccole quantità e apporta fibre, importanti per modulare l’assorbimento degli zuccheri e permettere al corpo di gestire il fruttosio assunto.
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