Stile di vita antinfiammatorio Parte 4, l’importanza di tenere attivo il cervello

Contro lo stress, le infiammazioni e il rischio di sviluppare malattie degenerative è importante mantenere in attività il cervello, rompere la routine.
L’infiammazione cronica è un processo che dura negli anni e che lavora silenziosamente nel nostro corpo creando quello che è il terreno favorevole all’invecchiamento del corpo e della mente. Può esplodere dopo molto tempo in malattie come l’Alzheimer, o anche come artrite, tumori, depressione o segni più visibili come le rughe e l’invecchiamento cutaneo. Per contrastare questa condizione possiamo iniziare a cambiare le nostre abitudini, come abbiamo visto nei post precedenti, a tavola, nel tempo libero e nello stile di vita. Abbiamo visto quanto sia importante che il cervello abbia un adeguato riposo notturno, per rigenerarsi e combattere lo stress e lo stato infiammatorio. Oggi vedremo che, come il riposo notturno è indispensabile, altrettanto per la salute del cervello lo è l’attività durante il giorno. Perché così il cervello può continuamente costruire nuovi collegamenti e sinapsi che potrà poi usare per compensare un eventuale declino (Eliana Liotta, L’età non è uguale per tutti, i Fari). E non c’è un limite di età, frasi come “Ormai sono troppo vecchio/a per” non hanno più senso soprattutto alla luce delle ultimissime ricerche scientifiche. È di qualche mese fa infatti l’articolo, apparso sulla rivista Cell Stem Cell e curato da un team della Columbia University (Boldrini et al, Cell Stem Cell, 2018), che è stato in grado di dimostrare come il cervello di persone anziane e in salute continui a produrre nuove cellule cerebrali. Altro che declino inesorabile, con gli anni il cervello continua a rinnovarsi e lo fa proprio nell’area dell’ippocampo, che è adibita alla memoria e alla risposta emotiva allo stress. E come si può tenere in allenamento il cervello? Una risposta arriva dalla stessa dottoressa che ha condotto lo studio sopra citato, dr Maura Boldrini, per cui interazioni sociali, esercizio fisico, ma anche uno stile di vita sano e ricco di stimoli siano gli ingredienti essenziali per preservare la neurogenesi. In generale bisogna rompere la routine, perché se continuiamo a fare le stesse azioni nello stesso identico modo di come le abbiamo sempre fatte il cervello è come se inserisse il pilota automatico e cala la sua attività, invece il cervello va stimolato, reso produttivo ed attivo. Per esempio, è possibile iniziare cambiando strada per andare al lavoro, se questo è possibile, provare un nuovo hobby, imparare un ballo, cambiare l’ordine con cui vengono eseguite le varie azioni alla mattina, o anche, per chi si cimenta in cucina, provare ricette diverse e infine iniziare a studiare una nuova lingua. E per quanto riguarda quest’ultimo punto, la scienza ha messo in luce come parlare ad alti livelli una seconda lingua abbia un ruolo protettivo sul cervello contro il rischio di sviluppare l’Alzheimer, che, in caso, si manifesta ad età più avanzate e con sintomi meno intensi (Perani et al, PNAS, 2017 o anche Alladi et al, Neurology, 2013). L’importante, in ogni caso, è stupire il cervello e metterlo in attività per preservarlo sano a lungo.
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